Giovedì 2 settembre, su Rai uno, nel corso del programma “E la chiamano estate”, dalle 23.40, si ripercorre il cosiddetto “omicidio di Balsorano”, che vide vittima una bambina di 7 anni, Cristina Capoccitti.
Condannato all’ergastolo nei tre gradi di giudizio per l’omicidio, Michele Perruzza, zio della piccola.
Eppure a 20 anni di distanza, i dubbi e gli interrogativi sulla reale dinamica dei fatti non sono dissipati del tutto e continuano ad avvolgere la figura del cugino di Cristina, Mauro, allora 13enne, figlio di Michele, subito scagionato dopo che, in un primo momento, si era auto-accusato dell’omicidio.
Nel corso del programma, viene proposta una ricostruzione dei fatti, con interviste ai protagonisti della vicenda, oltre che materiale d’archivio con la testimonianza dello stesso imputato.
Mauro Perruzza, che dopo la tragedia è stato adottato da un’ abbiente famiglia di Gubbio, oggi ha una vita serena. Verrà mostrato dove vive, con la moglie, un figlio piccolo e uno in arrivo, che lavoro fa, se si è davvero lasciato alle spalle la brutta storia che ha vissuto. In ogni caso, porta ancora il cognome di quel padre tanto odiato.
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