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GUIDA AI MISTERI DELL'AQUILA
San Bernardino e il PHS

a cura di P. Cautilli, L. Ceccarelli
© tutti i diritti riservati di proprietà dell'editore

"Eamus, fratres, ad Aquilam. Non subsisto possum, ad Aquilam, ad Aquilam, ad Aquilam missus sum"

Quale volontà e quale motivo spingeva alla ripetizione ansiosa rivolta da un ammalato e sfinito San Bernardino da Siena ai quattro frati che l'accompagnavano nel suo ultimo viaggio verso L'Aquila? La costruzione della basilica dedicata a San Bernardino da Siena fu avvenimento di determinante importanza per L'Aquila. Dominò la città dall'alto e ne caratterizzò il profilo. Siamo a metà del '400 e L'Aquila, con i suoi 60.000 abitanti, è tra le più grandi città della penisola. Grazie all'ampia documentazione d'archivio sappiamo molto della storia di questa basilica: sappiamo i nomi degli oblatori, conosciamo la somma delle offerte, possiamo seguire giornio per giorno i progressi della fabbrica, i nomi dei capomastri, MA NON SAPPIAMO IL NOME DELL'ARCHITETTO, NE' CI E' GIUNTA NOTIZIA ALCUNA SULLA PREPARAZIONE DEL PROGETTO (La Basilica di San Bernardino a L'Aquila - prof. U. Chierici a cura della Cassa di Risparmio dell'Aquila).

La nostra tappa a San Bernardino inizia dal monogramma (o trigramma) bernardiniano IHS così importante per la storia della città. L'attuale stemma cittadino reca un motto "IMMOTA MANET" e tre lettere PHS. Non si conosce l'epoca in cui le lettere ed il motto furono inseriti nel primitivo stemma, nè si conosce il significato. Anche nell'arma della città L'Aquila deve dunque avere il suo mistero.

lo stemma della città

Il PHS non ha senso logico nè da solo, nè legato col motto. Una delle interpretazioni più comuni date al complesso è la seguente: Immota Per Hoc Signum Manet ma a questo punto, visti i documentati legami dell'Aquila con i Templari non potrebbe significare Priuree Honorable Sion, il celebre Priorato di Sion, l’antichissima associazione segreta che ordinò la formazione dei Templari e secondo alcuni custodi del Santo Graal? Ma è meglio procedere per ordine, in questo capitolo della Rivelazione dell'Aquila visiteremo una delle più belle basiliche d'Italia: San Bernardino da Siena. La basilica è allineata con il solstizio d'inverno.

Bernardino degli Albizzeschi (San Bernardino da Siena) e Pietro Angeleri (San Pietro – Papa – Celestino), due penitenti predicatori di fede vissuti all’ombra dell’umiltà e della povertà francescana, uniti nel nome dei comuni ideali, dei miracoli, della fede; due venti impetuosi che soffiarono per le vittorie sulle miserie umane, spesso sugli odi e sulle civiche e religiose rivalità delle città d’Italia, insieme (a distanza di 150 anni l’uno dall’altro) protettori del medesimo luogo elevato allo spirito, uniti nel nome dell’Aquila fino alla morte.

Il Sole a S.Bernardino nel giorno del Solstizio d'Estate

Il 19 e il 20 maggio sono i giorni delle ricorrenze e dei festeggiamenti per la morte di due santi protettori (insieme a San Massimo e Sant’Equizio) dell’Aquila. L’eremita Pietro del Morrone, elevato al soglio La medesima energica idea fissa pervase San Bernardino da Siena nella prima metà del XV secolo, quando il monaco francescano ebbe modo di essere più volte presente ad Aquila, compiendo prodigi e, assieme a Giovanni da Capestrano, far ripartire e diffondere in Europa l’Osservanza francescana. La notte del 30 aprile del 1444, all’età di 64 anni, ammalato, sfinito dalle fatiche e dalle penitenze, aveva salutato per l’ultima volta i suoi confratelli del prediletto convento della Capriola, presso Siena, vincendo le loro premurose sollecitazioni a restare in città, spinto da una forza misteriosa, si era messo in cammino per l’Abruzzo.
pontificio nel 1294 con il nome di Celestino V, cessò di vivere il 19 maggio del 1296 nella Rocca di Fumone, imprigionato dal suo successore Bonifacio VIII dopo la presunta rinunzia al trono pontificio, da Egli vigorosamente preteso ad Aquila.

Eamus, frates, ad Aquilam. Non possum, ad Aquilam, ad Aquilam, ad Aquilam missus sum”, a tutti ripeteva ansiosamente, fermo abbandono ad una ispirazione altissima che gli indicava la meta terrena del termine del suo viaggio. Il viaggio verso Aquila fu pieno di sofferenze. Alle porte di Aquila, San Bernardino ebbe la visione proprio di S. Pietro Celestino che gli predisse che sarebbe divenuto con lui il protettore della città regina degli Appennini. Quattro giorno dopo, mercoledì 20 maggio vigilia dell’Ascensione, all’ora dei Vespri, frate Bernardino, sentendo la prossimità della morte, chiese di essere deposto nudo sul pavimento e aperte le braccia a croce spirò. In una delle sue prime visite da Pontefice, all’Aquila, nel 1980 papa Giovanni Paolo II, davanti all’urna di san Bernardino nella splendida Basilica che ne custodisce le incorrotte e venerate spoglie, disse:

Papa Celestino V e San Bernardino da Siena in un affresco nella cella del Santo a L'Aquila

La spirituale emozione che invade il mio cuore al pensiero che la costruzione di questo tempio, segno di un’interrotta devozione al santo religioso, fu voluta ed incoraggiata da un altro santo, Giovanni da Capestrano, grande apostolo e difensore dell’Europa e tanto venerato in Polonia per la sua azione pastorale incisiva e riformatrice. Egli, infatti, indirizzò da Cracovia - come voi ben sapete - un caloroso appello ai cittadini de L’Aquila, affinché erigessero un degno monumento al proprio confratello e maestro, elevato agli onori degli altari dal Papa Niccolò V, nel 1450, sei anni dopo la morte. San Bernardino, per imperscrutabile disegno di provvidenza, concluse la sua operosa giornata terrena tra le mura di questa amata città.”

Per la completa descrizione di San Bernardino e tante altre scoperte, vi consigliamo la guida: La Rivelazione dell'Aquila

 

 

   
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