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Il quadrato SATOR
il Sator
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Quasi a suggellarne l'origine misteriosa e la smisurata esistenza di simboli enigmatici sparsi ovunque nella città. L'Aquila non poteva essere priva di uno tra i più ermetici degli enigmi: il Magico Quadrato del SATOR

Cosa è il Sator: L'archeologia, è noto a tutti, è densa di misteri. Alcuni di essi sono spiegabili abbastanza agevolmente, altri sfuggono per la loro complessità ad un immediata soluzione. Tra questi ultimi - senza dubbio alcuno - rientra l'enigma che ruota attorno al quadrato magico, il quadrato che reca in sé una frase palindroma di oscuro significato. Il palindromo è essenzialmente una frase più o meno complessa che può essere letta liberamente da sinistra a destra o da destra a sinistra senza cambiare significato o disposizione delle parole, (per esempio ANNA è un nome palindromo). Il quadrato magico, comunque, è qualcosa che va oltre il palindromo stesso. Infatti sistemando la frase del quadrato magico, SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS, all'interno - appunto - di un quadrato composto da 5 caselle per 5 caselle, si ottiene qualcosa di simile a ciò che appare in figura in alto, e cioè una frase che può essere letta in entrambi i sensi: SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS.

In Italia il quadrato si trova in parecchi altri luoghi: tra i casi più interessanti la Cattedrale di Siena ed anche Sermoneta, dove il palindromo assume una curiosa struttura circolare. Anche in numerose località europee è possibile rintracciare il quadrato su qualche monumento. In Francia: nella chiesa di San Lorenzo di Rochemaure; in una vecchia casa di Le-Puy; nei castelli di Chinon, di Jarnac e di Gisors. In Spagna a San Giacomo di Compostela, celebre meta di pellegrinaggi medievali. In Ungheria graffito su una tegola di una villa romana di Aquincum, l'odierna Altofen (la vecchia Buda). Nella zona dell'aquilano vi sono ben TRE SATOR (anzi, 4. Uno è un nostro piccolo segreto) e si trovano a Capestrano, nella chiesa di San Pietro ad Oratorium, a Magliano dei Marsi, in una chiesa dedicata a Santa Lucia e a Campotosto.
Dato che alcune delle località dove è stato rinvenuto il quadrato furono possedimenti templari (ad esempio Gisors e Rochemaure), la prof. Bianca Capone, sulla base di attenti studi e personali ricerche, ha ipotizzato un legame fra il "Magico Quadrato" ed il famoso ordine religioso-militare dei Templari: sembrerebbe, infatti, che gli antichi cavalieri, probabilmente depositari di preziose conoscenze esoteriche, usassero tale simbolo per contrassegnare luoghi particolari o per trasmettere nascoste informazioni cifrate.

Cosa significa: SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS. Le 5 parole non hanno alcun significato logico in nessuna lingua. La parola che più si avvicina ad arepo, ad esempio, è "Areopago", la collina di Marte (Ares) ad Atene, dove il tribunale supremo dell'Areopago teneva le sue sedute.
che la traduzione più probabile secondo l'Enciclopedia Britannica era: "Il seminatore dell'Aeropago detiene le ruote dell'Opera".
Tra le tante teorie sul Quadrato una curiosa fu l'ipotesi sostenuta dallo storico Ludwig Diehl, che la frase dovesse essere letta, come molte altre iscrizioni antiche, in modo "bustrofedico", cioè "voltando alla maniera dei buoi quando arano".
Però secondo lo studioso si sarebbe dovuto leggere: SATOR OPERA TENET - TENET OPERA SATOR, il seminatore tiene le opere - le opere tiene il seminatore. Molte altre interpretazioni sono state avanzate, ma la più accreditata era quella diffusa nel 1951 nell'articolo del Journal of Ecclesiastical History, scritto di Donald Atkinson ("The Origin and Date of the Sator Word Square," Vol. II, No 2, July-October 1951), in cui, con incredibile sforzo, si sppiegò come si trattasse di un crittogramma che anagrammato forma le parole Pater Noster più le lettere A e O cioè alfa e omega. Il vero senso restava ancora poco chiaro. Anche volendo identificare il sator con Dio e le opere con l'universo intero, interpretazione che giustificherebbe lo stretto rapporto che si è sempre potuto constatare tra il latercolo e la religione cristiana, non si spiega comunque perché questo fosse presente anche nel mondo pagano, prima della diffusione del Cristianesimo.

il Sator di San Pietro ad Oratorium - Capestrano A sinistra del portale si trova il celebre quadrato magico, una enigmatica scritta che dice:“ROTAS OPERA TENET AREPO SATOR”, la quale può essere letta da sinistra a destra e da destra a sinistra.

E infatti i reperti più antichi del Quadrato Sator, quelli ad esempio ritrovati a Pompei, secondo gli archeologi sarebbero databili attorno alla seconda metà del primo secolo d.C. La presenza del quadrato nell'antica Pompei poneva nuovi interrogativi. In primo luogo non vi era prova dell'esistenza del culto cristiano, ma soprattutto veniva a cadere l'interpretazione delle A e delle O come alfa e omega: essendo queste lettere greche entrate nella simbologia cristiana in seguito allo scritto profetico dell'apostolo ed evangelista san Giovanni (Apocalisse 1, 8, 21, 6 e 22, 13). Ebbene, la diffusione di quel testo nell'Italia centrale e meridionale non poté avvenire prima del 120-150. Inoltre la professoressa Bianca Capone, in base ad approfonditi studi archeologici, ha sostenuto che in particolare i Cavalieri Templari abbiano conosciuto e diffuso il Quadrato Sator. Questo, infatti, si troverebbe riportato in vari luoghi, sacri e non, legati alla storia dei Templari.
I colti Cavalieri Templari avrebbero, in seguito, ripreso e diffuso la massima per affermare il potere dell'unico Dio sulla piccolezza dell'uomo, ammonendo quest'ultimo a non inorgoglirsi della propria libertà individuale.
Purtroppo durante gli anni bui del Medioevo deve essere andato perso il significato originale del Quadrato Sator. Incolti studiosi lo hanno trasformato in un simbolo esoterico, avvilendolo con poteri pseudo magici e giungendo a credere che curasse addirittura i cani rabbiosi.

UN MISTERO RISOLVIBILE - A nostro avviso il Magico Quadrato ha il significato più semplice di questo mondo, senza ricorrere ad astrusi e complicati calcoli e ricerche, esso simboleggia l'antico CULTO DEL DIO SOLE, trasformato in lettere, risalente al 3000 A.C. Questo quadrato magico rappresenta il più raffinato dei simboli solari. la sua leggibilità in ogni senso simboleggia infatti il ruotare del sole e delle stagioni, non più come segno analogico come furono ad esempio la spirale, la svastica o la ruota, ma attraverso la mediazione convenzionale del linguaggio. Le feste di celebrazione del Dio del Sole Babilonese Shamash, nel giorno corrispondente al nostro 25 dicembre. La nascita di questo Dio avveniva proprio durante il solstizio d’inverno: in questa veste di bambino a Babilonia il Dio Sole Tammuz prendeva il nome di Yule e il Giorno di Yule veniva festeggiato il 25 dicembre. Così fino alla Roma pre-cristiana già aveva un proprio antico culto solare, quello del Sol Indiges. Oltre duecento anni prima della nascita di Cristo, Roma aveva visto giungere sul proprio territori Dei e culti d’oriente: Iside e Serapide, poi Cibale. Il Sole assumeva centralità e attualità nel Mediterraneo: Iambulo, un nabateo, nel 120-100 a.C. scrisse un romanzo dove prefigurava un utopistico nuovo ordinamento sociale, con comunanza dei beni, sotto il governo di Helios, il Sole. Il palindromo Sator lo ritroviamo anche nella cultura MAYA, identico nella forma, ma con parole chiaramente differenti, ugualmente senza alcun significato letterario. E' dunque la trasformazione in lettere del simbolo circolare del sole, la sua ciclicità, l'alba e il tramonto, l'inizio e la fine e poi ancora l'inizio, senza fine.
Ebbene questo simbolo quadratico rappresenterebbe il "marchio" che indica i luoghi delle correnti terrestri che definiremmo "di Osiride" o del sole…possiamo così definire una differenziazione tra le correnti terrestri per ora abbiamo visto il triangolo, legato ad Iside, al culto della vergine nera e del tredicesimo segno, la luna. Abbiamo poi, visto come questo culto sia strettamente legato al sole, e, nella cultura egizia, a Osiride, abbiamo così la corrente tellurica "ad quadratum". Inoltre il SATOR è composto da cinque lettere, i pitagorici consideravano il 5 il numero dell'"amore" poiché esso rappresenta l'unione del primo numero maschile (il TRE) cil il primo numero femminile (il DUE). Possiamo definire il Cinque anche il primo nuomero universale. Così dalle radici di Due, Tre e Cinque possiamo ricavare tutte le proporzioni e i rapporti armonici. Il Cinque possiamo definirlo il numero della vita, l'unione tra maschio e femmina. Questo genere di comprensione del Cinque, in questo senso è responsabile della particolare venerazione che tante culture hanno dedicato a questo numero. Ecco perchè il pentagono ed il pentagramma sono simboli sacri di tante società esoteriche (ed è paradossale vedere che il pentagono è usato oggi come pianta del quartier generale militare più grande del mondo). Paolo Cautilli - Luca Ceccarelli

linkografia: http://digilander.libero.it/mmnews/sator_01.htm - www.eliogalasso.it - www.robertolapaglia.com/sator.htm - www.theseventhpapyrus.it www.club.it/autori/silvana.zanella/quadratoincipit.html

 

 

   
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