L'Aquila torna a tremare. In modo lieve, quasi impercettibile, ma la paura c'è. E' passato troppo poco tempo. Anche nel capoluogo di provincia si è cominciato a prendere provvedimenti preventivi, come, ad esempio, la chiusura del centro storico.
Il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, in seguito alle prime scosse del nuova ondata sismica, ha chiuso il centro storico aquilano dal 31 agosto alle ore 6 del 7 settembre, decisione legata "al perdurare dello sciame sismico e alle conseguenti necessità di tutela della pubblica incolumità".
L'ordinanza comunale comporta la chiusura delle attività commerciali e produttive comprese nella zona rossa. Parliamo, quindi, di cantieri, i pochi negozi riaperti e le attività di ristorazione che avevano rifiorito il centro. Oltre al mancato guadagno di una settimana, le attività produttive, ma soprattutto quelle ristorative subiranno una forte perdita di materiali e scorte deperibili stimabile in migliaia di euro.
I ristoratori, infatti, oltre a dover pagare i propri dipendenti, dovranno buttare una grande quantità di cibo, che nel giro di una settimana andrà sicuramente a male. Chi pagherà per le loro perdite? I commercianti e i ristoratori verranno risarciti?









Ma se stiamo ancora aspettando i rimborsi per il danno ai beni mobili del 6 aprile 2009!