E’ arrivata oggi la sentenza del TAR Abruzzo, la numero 613 del 2010, che condanna il Comune dell’Aquila, ancora una volta, per la protratta “lacuna” legislativa riguardo l’urbanistica delle cosiddette “aree bianche”.
Un proprietario di terreni con destinazioni di PRG parzialmente o totalmente espropriative, assistito dell’avv. Claudia Gennaro, si è visto riconoscere, dal Tribunale Amministrativo, il diritto alla normazione di tali aree. Ma potrebbe essere il primo di una lunga serie, in realtà.
Una questione annosa quella delle aree interessate da vincoli al PRG che alla scadenza del termine di 5 anni dalla sua decadenza (entro il quale può essere pronunciata la dichiarazione di pubblica utilità, con conseguente esproprio e relativo indennizzo), necessitano di una normazione, accompagnata dalla dichiarazione della nuova destinazione d'uso.
Il Piano Regolatore del 1978 prevedeva un vincolo urbanistico per superfici pari a cinque milioni di metri quadrati, destinati a verde o insediamenti pubblici. Lo stesso vincolo urbanistico oggi è decaduto ma l’Amministrazione comunale continua ad essere inadempiente reiterando all'infinito il vincolo quinquennale sulle predette aree senza realizzarvi i servizi.
Più volte il TAR ha dato torto all'Amministrazione comunale che ha preferito andare avanti con varianti al PRG, ormai scaduto dal 1984, compresa la sentenza a favore della famiglia Rivera che vide, per prima, l’arrivo di un commissario ad acta, nominato per la normazione dell'area di proprietà dei duchi a San Sisto. La vicenda delle zone bianche del duca Rivera aveva portato anche alla costituzione di un comitato di quartiere specificatamente costituito, a difesa del terreno del Fosso di San Giuliano, sulla cui destinazione, a centro commerciale, i residenti erano contrari.
Le sentenze di condanna del TAR e le oltre 130 diffide di proprietari non sono servite a costringere il Comune a dotarsi di uno strumento normativo certo, tant’è che sono arrivati ben 21 commissari ad acta dal 2007 ad oggi con una prospettiva di altri 40 potenziali. E’ di queste ore la nomina di Francesco D’Ascanio commissario ad acta per la Regione Abruzzo di 9 dei 21 procedimenti in corso.
La sentenza di oggi apre però nuovi scenari dichiarando, di fatto, illegittima la deliberazione consiliare n. 17 del 22.1.2009 recante “atto di indirizzo per la revisione generale delle aree di PRG a vincolo decaduto”. Il Consiglio comunale dell'Aquila, aveva approvato la proposta di deliberazione riguardante gli atti di indirizzo per la revisione generale delle aree a vincolo decaduto, le cosiddette "aree bianche" che, in assenza di una direttiva urbanistica da parte del Comune, venivano di volta in volta normate attraverso la nomina di un commissario ad acta. Ma, per il TAR, la delibera 17/09, che si limitava a manifestare un carattere meramente “programmatorio e propositivo”, “non ha mai assunto una valenza effettiva di avvio di tutti i procedimenti di riclassificazione delle ormai numerose aree del comune aquilano con vincoli ormai scaduti”.
Il TAR ha dato torto al Comune anche in merito al raddoppio dei termini in ordine a tutti i procedimenti di riclassificazione urbanistica di sua pertinenza – nessuno escluso - per i quali invece l’art. 44 della legge regionale 11/99 disponeva la durata massima di un anno. L’affermazione addotta dal Comune che il procedimento sarebbe da ravvisarsi “complesso” alla luce delle numerose diffide nel tempo accumulatesi sono il risultato, recita la sentenza “di una diffusa situazione di stallo che -anche a prescindere dall’ultimo anno e mezzo trascorso con le gravi emergenze post sisma - il comune ha lasciato progressivamente cumulare senza le dovute concrete iniziative, non solo in via preventiva (omettendo ad es. monitoraggi d’ufficio circa le avvenute attuazioni dei vincoli espropriativi di PRG per una tempestiva ri-disciplina di quelli in scadenza, […]), ma finanche a seguito di reiterate istanze e diffide dei singoli proprietari, come dimostra il diffuso contenzioso di questo tribunale nella soggetta materia”.
Quindi, ci troviamo di fronte ad un Comune reo di un inadempimento che dura da anni, incapace di assumersi le proprie responsabilità politiche in materia urbanistica (e parliamo sempre della stessa compagine politica dal 2007) che esce pesantemente sconfitto, come escono sconfitti il Consiglio comunale, gli Uffici tecnici e l’Avvocatura.
Ma, alla fin fine, è l’ignaro cittadino ad essere penalizzato due volte. Prima perché non ottiene la normazione di quanto docuto e poi perché, anche se la condanna a pagare le spese legali ricade sul Comune (in questo caso un solo procedimento su 21), è l’inconsapevole cittadino a dover mettere mano alle proprie tasche.
di Maria Cattini









ora un normale cittadino come fa sapere quali sono le aree bianche?..tipo il Parco del Sole è area bianca?oppure Piazza d'Armi?..non capisco,per ignoranza in materia, quale sia l'impatto sulla città/cittadinanza..qualcuno può spiegarmelo? @mocerivò..se mi risp tu sii breve ti prego?
grazie Enrico
...ne so quanto e te! <;-b
Ormai è cosa nota l'incapacità di assumere decisioni politiche in merito, ma che si seguiti ancora oggi ad adottare varianti, vedi UNIVERSITA', senza una visione globale del territorio alla luce di un disastro come quello del 6 aprile, fa sì che l'aquila appartiene ad uno mondo non civile, amministrato da persone non coscienti di ciò che è la realtà, dominate da un grande senso di cinismo politico e che del sociale non interessa nulla.Questa cultura passa trasversalmente in tutte le componenti di partito, nessuno escluso.
Solo una nuova consapevolezza può aiutare ad innescare un nuovo modo per gestire la "cosa pubblica".:-)
forse interpreto male il tuo commento, comunque vorrei dire che più di politici-amministratori incapaci, credo si tratti di politici-amministratori corrotti. Certo, intendendo come "corruzione" il dedicarsi a determinate faccende piuttosto che ad altre, magari non si tratta proprio di corruzione-corruzione, quella delle tangenti, delle mazzette, dei dividenti, magari si tratta di una corruzione con la "c" minuscola, quella dei favoritismi, dei nepotismi, dei clientelismi... ...ma gira gira, sempre lì stiamo.
Perché non ci posso credere più, che un piano regolatore manchi per incapacità!
A questo punto la ragione deve essere per forza un'altra!
E non è che ci sia poco da scegliere: la ragione deve risiedere senz'altro nella convenienza!
La convenienza non certo di tutti, ma di alcuni senz'altro sì.
Perché ci sono dei forti contrasti, nella nostra città, delle fortissime contraddizioni, ad esempio tra come è gestito il verde pubblico ed il numero di assunzioni e stabilizzazioni che avvengo nel pubblico impiego ed in quel para- pubblico fatto di partecipate, società spa proprietà di enti pubblici, associazioni, istituzioni culturali, consulenze, patrocini, finanziamenti di progetti sconosciuti, nonché, in abbondanza, debiti fuori bilancio.
Basta girare un po' la periferia, ad esempio, per vedere con quali regole si costruisce da noi. Non certo le regole dell'ordine, della razionalità, del bello, del rispetto per il contesto paesaggistico in cui siamo immersi, che tengano conto del pubblico ornato.
La sensazione è una grande ammucchiata su di un buffet amministrato secondo tutte altre logiche, ed infatti, credo proprio che così sia.
Insomma, non è che i nostri politici-amministratori amministrino poco, si astengano dall'amministrare: tutto il contrario! Amministrano molto, là dove gli viene indicato di andare a pascolare.
mai come ora la citta' deve dotarsi di un nuovo piano regolatore.Dopo il sisma tutti i proprietari di un immobile E puo' costruirsi quella che loro chiamano "casa temporanea".Inutile dire che lo stanno facendo un po'tutti a prescindere da come e' stata classificata la propria abitazione principale.Questo produrra' un caos infinito dato dal fatto che nessuno vorra' demolire il "temporaneo" realizzato.Se una casa e' temporanea si immagina una casa poco piu' confortevole di una baracca a basso costo visto che andra' smontata dopo 3 anni.Ma visto che qui e' freddo la stessa per essere confortevole dovra' esseere coibentata e riscaldata ,ne deriva che il costo delle cosidette temporanee e di 1000 euro al mq.Come si puo' pensare che chi ha realizzato queste strutture le smonti con il sorriso sulle labbra?Un nuovo piano regolatore permette di costruire solo dove si e' pianificato,da la certezza a chi ha costruito di vivere senza lo spettro della demolizione e si eliminano i conteziosi..............Certo sulle aree bianche finora potevano costruire solo i palazzinari,facile intuire chi ha ostacolato il nuovo piano.