“La Provincia dell’Aquila aderisce alla campagna lanciata dai Ministri Frattini e Carfagna a favore di Sakineh Mohammadi Ashtiani con la pubblicazione della foto sul sito istituzionale della Provincia (www.provincia.laquila.it) con il messaggio ‘Save Sakineh’. Non è tollerabile che si verifichino ancora delle condanne a morte di tale brutalità. Ci uniamo all’appello di quanti in questo momento si stanno mobilitando affinché non venga eseguita tale pena”. Lo afferma il presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo in merito a Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana condannata alla
lapidazione per adulterio.
“Il movimento dei Musulmani Moderati condanna fermamente e senza mezzi termini quanto sta facendo il regime di Teheran ai danni di Sakineh Mohammed Ashtiani, la donna condannata alla lapidazione per aver commesso adulterio. Vogliamo esprimere a lei tutto il nostro sostegno e la nostra vicinanza”, ha dichiarato Gamal Bouchaib, presidente dell’organizzazione con sede all’Aquila. “Un regime che uccide pubblicamente le donne, che tortura e massacra gli omosessuali, impiccando perfino i ragazzini, che non mostra alcun rispetto per i diritti umani non può più essere tollerato”, ha proseguito Bouchaib. “Oggi a Roma si terrà un’importante manifestazione di fronte all’ambasciata iraniana cui noi saremo presenti. Si tratta di battaglie che non hanno e non devono avere colore politico. Noi siamo qui per difendere, assieme a Sakineh, tutte le vittime della violenza degli estremisti. La nostra partecipazione è doverosa. Per dire no al massacro, no al femminicidio, si alla libertà, si alla democrazia!”, ha concluso.









il 19.12.1968 con sentenza n. 126 La corte Costituzionale a depenalizzato l´adulterio femminile,mentre sino al giorno prima di quella data le adultere erano condannate al carcere quale ultimo residuo di quelle piu´gravi pene che esistono nella cultura mediterranea e medioasiatica dall´inizio dei tempi.
La lapidazione e´una norma di antichita´ancestrale che neanche la dottrina islamica , pur di affermarsi, e´riuscita a debellare; spero,trattandosi di Iran, che non vengano ancora una volta confuse con l´islam le norme preislamiche che sono rimaste in vigore ,anche con l´avvento del corano, perche´questo fenomeno non e´stato introdotto da Maometto; solo per essere precisi;
Dateci Sakineh, vi diamo Del Corvo e la Pelino in cambio...
SAKINEH LIBERA IN CAMBIO delle 500 allegre signorine che si sono fatte pagare 80mila euro par l'ora di religione tenuta dal colonnello Muhammed Gheddafi . come vorrei INVIARE quelle caste fanciulle che si sono convinte e convertite a Maometto a passare il resto della loro vita in quei paesi tanto tolleranti e aperti dove la donna è libera di andare a fare simpatiche festicciole sotto le tende beduine a ridere e bere tutta la notte !!!!
......che basti cambiare metodo?
e vi diamo la Stati, la Santanché, la Brambilla, la Carfagna, la Prestigiacomo, la Mussolini e per ...par condicio...anche Rosi Bindi.
però non lapidatele...mi dispiacerebbe....fatele solo lavorare in una fabbrica di datteri secchi...fino all'età pensionabile...
La pena capitale è un atto di barbarie, il crimine peggiore contro l'umanità poiché esso è sancito dalla legge. Non è affatto concepibile che per fare giustizia, lo Stato si autorizza ed attua l'assassinio legalizzato, ponendosi di fatto sullo stesso piano di chi i crimini lo ha commessi.
Ciò premesso, non credo sia necessario ricordare che l'Islam contempla la "shari'a" ma anche in paesi non islamici, ancora è in vigore la pena di morte, nonostante spesso ci si "sbraccia" per definire tali paesi "civilmente evoluti". Quanto alle farneticanti e deliranti proposte "folkloristiche" di scambi di persone in cambio della libertà di Sakineh, ebbene esse si commentano da sole, non meritano replica.
Non capisco questo improvviso senso di buonismo di questi politici che nella loro testapensano solo ai soldi ... figuriamoci poi da parte di questi del PdL !
Mandiamo la Santachè, la Gelmini e la Carfagna in Iran , forse lì farebbero qualcosa di utile per la società anzichè fare le leccacul... del premier
Brosnan,
L'adulterio è proibito nella Bibbia perché viola il concetto della santità della famiglia e del matrimonio (Esodo 20:14; Deuteronomio 5:18). Più specificatamente questo peccato è descritto in Levitico 18:20 "Non avrai relazioni carnali con la moglie del tuo prossimo per contaminarti con lei". Questa infrazione è considerata tanto grave da meritare la morte (Levitico 20:10; Giovanni 8:5). Sebbene la legge di Mosè non specifichi come vada eseguita questa pena, essa è spiegata nel Nuovo Testamento come lapidazione: "Or Mosè, nella legge, ci ha comandato di lapidare tali donne; tu che ne dici?" (Giovanni 8:5).
In Deuteronomio 22:22 non è prescritto il modo in cui vada punita l'adultera, sebbene in Ezechiele 16:40; 23:43-47 si menzioni la lapidazione come l'appropriato castigo. Così pure in Deuteronomio 22:23,24:
QUINDI, se leggi bene ,la legge islamica applica ,alla lettera e ferme nel tempo; le prescrizioni bibliche.
Ezechiele e´nato 1400 anni prima di Maometto, quindi le norme che trovi nel corano e nella sunna non sono altro che ripetizione di ordinamenti precedenti , e non invenzioni dell´Islam.
trentesimogrado,
non metto in dubbio le tue conoscenze e doti teologiche e non contesto affatto quanto tu hai affermato poichè esse sono vere ma, a parte questo, non capisco cosa mi contesti e dove vuoi arrivare a parare con questa tua dissertazione sulla Bibbia, Maometto, Ezechiele e compagnia cantando, quando la mia critica è unicamente e solo rivolta contro la pena capitale?
Non è mia intenzione recare critica e offesa all'Islam come pure a nessun'altra religione, purché esse si limitino a svolgere la funzione loro propria che è la cura dello spirito e della fede. Biasimo e contesto le confessioni religiose quando esse debordano in ambiti non loro, ingerendo pesantemente la vita politica e civile delle genti. Comunque a mero titolo di chiarimento, il mio riferimento alla "shari'a" nulla ha a che vedere nello specifico, al "caso Sakineh" condannata a morte per adulterio... (sic!) ma vuole semplicemente essere un'ulteriore e seria presa di posizione contro colore che, nascondendosi dietro la religione o anche dietro leggi civili, supportano e approvano la pena di morte quale fosse anche semplicemente un atto di vendetta. Detto questo, a me non risulta che la "shari'a" in quanto tale, venga applicata al di fuori di una parte della galassia islamica. Concludo ribadendo la mia ferma ostilità ed il disgusto verso coloro che nel ventunesimo secolo, applicano ancora e comunque, la pena di morte.
" Concludo ribadendo la mia ferma ostilità ed il disgusto verso coloro che nel ventunesimo secolo, applicano ancora e comunque, la pena di morte"
Le tue conclusioni sono facili,ma forse nei millenni passati la pena di morte ,pubblica ed eclatante, mediante lapidazione, era un necessario deterrente per mantere la efficienza civile del sistema familiare e salvare invece molte piu´altre vite umane.
Nel 21 secolo "occidentale" i bambini, se vengono abbandonati dalle madri degradate non muoiono di fame e di stenti ma vengono recuperati ed aiutati da una forte ed organizzata struttura sociale , tanto e´vero che dal 1969 secondo la Corte Costituzionale ,e´arrivato il tempo che ,chi vuole puo´fare la puttana, perche ormai ´lo Stato possiede la capacita´di sostituirsi socialmente alla famiglia.
Nel passato invece la vita dei fanciulli dipendeva unicamente dalla accurata forza spirituale e morale della madre ,quindi la finalita´ della lapidazione, di una , era piuttosto il bene ,che non la barbarie e la efferatezza che la pratica esprime alle nuove inconsapevoli mentalita´ formate dal benessere.
Se in Africa ancora oggi ,che non sono nel ventunesimo secolo ,periscono una notevole percentuale di bambini perche´non ci sono le adeguate strutture assistenziali , e le madri da sole non riescono ad allevarli ,ti puo´rendere l´idea se una madre abbia anche tendenze e distrazioni di questo tipo; che sorte abbia in prospettiva un neonato? e´evidente che le paurose conseguenze di cio´ fomentano il reale impulso mentale che hanno fatto ritenere estremamente mostruose determinate inclinazioni ,alla ansia ed alla complessiva preoccupazione generalizzata nei popoli antichi.
NON DIMENTICARE CHE A ROMA,,,R O M A,,,era pratica comune l´infanticidio dei neonati in eccesso, a R O M A.
Quello che ho scritto in merito è sufficiente, non ho bisogno di una tesi di laurea per capirlo, forse tale necessità vale per altri.
Fine
signor brosnam , ognuno è libero di scrivere quel che vuole , lei di lanciare la sua indignazione con lo stile e nella maniera che più le aggrada , io di esprimere la mia indignazione in un'altra forma . Stavo pensando di non rispondere alla sua ,quanto mai irritante provocazione, ma in questo caso il mio silenzio avrebbe potuto essere interpretato come una forma di imbarazzato ritiro per aver scritto "qualcosa" di non opportuno . voglio, quindi, farle sapere che, così come lei trova farneticanti e folkloristiche certe affermazioni sopra riportate io, trovo il suo commento scontato e soprattutto terribilmente pesante (non che ci sia nulla da ridere) . il mio riferimento alle signorine che sono accorse ,avide di pochi spiccioli, alla corte del colonnello Gheddafi e che rappresentano una categoria di donne che io non apprezzo ,anzi, disprezzo , è , a mio parere , pertinente all'argomento discusso ; da una parte una donna vittima di una società che considera l'adulterio (sempre femminile)come un reato gravissimo e dall'altro una forma elegante e ipocrita di prostituzione libera e consapevole sostenuta da una giusta causa ; la conversione ad una religione .......quella stessa che sta condannando sakineh ! bel paradosso ,vero ?
Signora karuna,
Lei sta semplicemente sottolineando l'ovvio: io posso scrivere, indignarmi e esprimere il mio parere su ciò che leggo nei modi che ritengo consoni e nel rispetto della persona (cosa che lei non ha fatto definendo il mio commento terribilmente pesante): Il suo commento come era? Casto e puro? Lei che nei suoi commenti si richiama sempre alla "democrazia e tolleranza" ricorda cosa aveva scritto: No? Glie lo ricordo io: Lei per la liberazione di SAKINEH avrebbe scambiato le 500 allegre signorine che si sono fatte pagare 80mila euro par l'ora di religione tenuta dal colonnello Muhammed Gheddafi . con il desiderio di volerle INVIARE, quelle caste fanciulle, che si sono convinte e convertite a Maometto a passare il resto della loro vita in quei paesi tanto tolleranti e aperti dove la donna è libera di andare a fare simpatiche festicciole sotto le tende beduine a ridere e bere tutta la notte !!!! la sua idea di libertà, democrazia e tolleranza, mi sembra molto ben articolata, ad personam!
Se il mio commento le era parso terribilmente pesante, questo suo commento, non è proprio il massimo della leggerezza, comunque lei può scrivere e continuare a scrivere ciò che vuole, tenendo bene a mente che quello che scrive potrebbe essere contestatole e/o confutatole, come per tutti.
Un'altra cosa: che lei abbia risposto o meno a me non dava nessuna sensazione di "silenzio assenso" ovvero di un complice ritiro imbarazzato. Il suo replicare senza fornire una valida argomentazione alla mia dichiarata contrarietà alla pena di morte (questo era il concetto del mio commento da molti abilmente travisato e strumentalizzato) nulla in più ha aggiunto ai suoi insolenti strali ed alle sue irritanti dichiarazioni nei confronti di chi lei disprezza (evviva), se non l'arroganza di ritenersi lei ed esclusivemente solo lei, con argomenti pertinenti all'articolo. Stia bene.
la mia condizione femminile mi ispira ad essere più SEVERA proprio verso la categoria a cui appartengo e quindi più critica nei confronti di chi svilisce la figura della donna e di chi , pur avendo i mezzi e le potenzialità per poter decidere e scegliere , si sottomette a delle condizioni (in questo caso dettate dal signor Gheddafi), a mio avviso mortificanti e umilianti . sconfortata dall'antipatia che ha mostrato , dall'inizio, nei miei confronti (i suoi commenti sono sempre pieni di implacabili giudizi anche se espressi in una forma inpeccabile), cercherò di non commentare più i suoi interventi ( le assicuro che l'ho fatto solo perchè sollecitata dal suo negativo nei miei confronti )sperando che lei possa riservarmi lo stesso trattamento . la saluto cordialmente e.... stia bene anche lei .
Non discuto la sua condizione femminile nè altro ma solo lo sprezzo e la suficienza con la quale lei si è espressa e con la quale senza alcuna delicatezza ha bollato il mio scrivere. Le ribadisco che lei, io e tutti quanti su questo spazio virtuale sul quale scriviamo, ci assumiamo la responsabilità di ciò che affermiamo ma dobbiamo essere altrettanto pronti a raccogliere la critica "civile" non offensiva o strillata di chi non ci condivide. Lei però va oltre le sue prorogative prima giudicando il mio scrivere implacabile(non sono un mostro nè un serial killer, solo uno che scrive il proprio pensiero fuori dal coro e non allineato): ma lei rilegge mai i suoi commenti ed il modo con il quale lei si rivolge a chiunque, lei che mi accusa di "implacabilità" ? Inoltre inscenando a mio carico una specie di processo alle intenzioni, ricavate a suo dire dai miei commenti. mi scrive che io avrei avrei mostrato antipatia nei suoi confronti? Suvvia, ma lei sembra alquanto suscettibile, mi perdoni e, non accettando ulteriori confronti per il futuro, ne sancisce la consistenza. Cosa vuole che le dica? Faccia come desidera, anche se trovo questa sua scelta come dire, sconcertante per una persona con il suo carattere. Io, che non sollecito nessuno né con positivi men che meno con commenti negativi (contrariamente a quanto lei arbitrariamente sostiente, forte non so di quale convinzione), continuerò ad esprimere il mio pensiero verso gli articoli e verso i commenti di chicchéssia, come e quando lo riterrò opportuno poiché non accetto da nessuno, quindi neanche da lei, l'invito ad esimermi dall'esercitare uno dei tanti diritti costituzionalmente garantiti. Qualora lei non si trovasse d'accordo replichi pure, (o nel caso lei ritenesse offensivo e lesivo della sua persona il mio scrivere, potrebbe sempre adire le vie legali). Replico alla sua cordialità e stia bene.
scrivo su questo giornale per un confronto , le sfide o i braccio di ferro non mi interessano e , soprattutto , annoiano i lettori . il mio primo post , come alcuni altri , è stato bollato come delirante e farneticante . e non aggiungo altro .....se per lei sono complimenti ! per me un invito è un invito e non un' imposizione . comunque lei mi sta dando troppa importanza .......cari auguri .
per correttezza di cronaca la stampa che si occupa del caso ha messo in evidenza quasi sempre SOLO l'accusa di adulterio . Sakineh è stata condannata anche perchè ritenuta complice , con il suo presunto amante dell'omicidio di suo marito . ovviamente questo non può giustificare la crudeltà delle pene che le sono state inflitte , 99 frustate, e la condanna alla lapidazione che potrebbe avvenire in qualsiasi momento . non credo che il governo iraniano (come qualcuno suggerisce) si lascerebbe intimorire e convincere da una presa di posizione dura intrapresa dalle autorità internazionali , non hanno ceduto a minacce molto più consistenti....l'unica speranza è riposta nella mobilitazione dell'opinione pubblica e delle istituzioni religiose da ogni parte del mondo .
A valle di questo “botta e risposta”, vale la pena chiarire che il sottoscritto non ha sfidato né è in guerra con nessuno quindi la resa è fuori luogo. Sopra questo giornale telematico scrivo da anni con il mero intento di confrontarmi con tutti, specialmente con chi non ha il mio modo di vedere ma sempre in modo civile e corretto. Ovviamente anche io raccolgo avversioni, nick-name storpiato, interlocutori suscettibili, e quant’altro, ma sarebbe il caso che esse restassero nel campo della civile dialettica. Quando ciò non accade, rispondo come si deve ma senza insultare, come ho risposto in occasione di commenti che, si auguravano la liberazione di una persona condannata a morte, scambiandola con altre donne italiane, per il solo torto di essere disprezzate, anche e soprattutto politicamente. Dopo aver condannato pesantemente la pena di morte, appena ho scritto che certe parole e certe conclusioni sono farneticazioni folkloristiche e deliranti (che infatti non sono complimenti ma neanche insulti) e che non meritavano replica, apriti cielo: si sono levate le ire ed il “senso civico” di chi “allegramente” augura agli altri ciò che per se non vorrebbe mai, questo è in sintesi il discorso. I lettori non si stancano e non si annoiano se nello scambio di idee esistono concetti validi ed inerenti all’argomento, quantunque si trattasse anche di uno scambio personale come questo. L’invito di astenermi dal commentare certi commenti ha già avuto una risposta argomentata da parte mia, la ringrazio per aver specificato si trattasse di un invito e non di una coercizione: nonostante la mia umile condizione intellettuale, ci ero già arrivato da solo e tutto ciò non perché io le stia dando troppa importanza, mi creda, non confonda il rispetto con altre cose estranee alla civile convivenza.
Mi auguro che coloro che dovranno decidere della sorte di Sakineh abbiano ancora neuroni svincolati dall’oppio del fondamentalismo religioso, poiché nonostante le accuse tutte presunte ed estorte con l’inganno, di adulterio e di partecipazione all’omicidio del marito, una condanna a morte preceduta da fustigazione, torture fisiche e psicologiche, non è assolutamente tollerabile né accettabile, sembra di essere tornati ai tempi di Torquemada e della Santa Inquisizione. Saluti.