Musp: scuole sicure, ma dislocate

Ventisei edifici scolastici inagibili. Era il 10 agosto 2009 il giorno in cui iniziarono i lavori dei Moduli ad Uso Scolastico Provvisorio (Musp) che hanno permesso di trasferire scuole come l’Ipsiasar, il Convitto, il Conservatorio Casella e il Centro di Formazione Provinciale. E non solo. Scuole materne, elementari e medie sono ripartite un anno fa, nel settembre 2009, grazie alla costruzione di Musp che hanno permesso di dare il via al nuovo anno scolastico.

Gli allievi del Circolo Marconi della Scuola Elementare Santa Barbara (170 alunni) e quelli della Scuola Materna di San Sisto (45) sono stati trasferiti nei Musp sorti presso la zona di Piazza d’Armi. Quelli del Circolo

DSCF2317

Marconi della Scuola Elementare di Valle Pretara in Via Aldo Moro. I 35 della materna di Gignano e i 150 delle elementari di Sant’Elia e della Torretta sono stati ospitati presso i Musp sorti a Sant’Elia. Il Campo Sportivo di Pianola ospita invece i 25 allievi del Circolo Rodari di Bagno Grande e i 117 della Scuola Elementare e Materna di Pianola. Gli alunni della Scuola Media Teofilo Patini di Sassa e i 150 del Circolo Rodari di Sassa sono ospitati presso la zona di Pagliare di Sassa. A Roio, i 46 alunni delle elementari e i 20 della materna sono stati trasferiti a Roio Poggio. L’Area Fiera di Arischia ospita i 54 alunni della Scuola Elementare del Circolo Amiternum di Arischia. Sono invece 68 gli alunni delle elementari di Coppito, ospitati presso la Murata Gigotti Coppito. Gli allievi del Circolo Amiternum di Pettino e di Vetoio sono stati spostati presso Via Ficara. In Giardino Afm, i bimbi del nido Casetta Fantasia. Nella zona della Torretta, i 541 allievi della Giosuè Carducci, i 437 della De Amicis e quelli del nido di Viale Duca degli Abruzzi. In Via Piccolomini i 461 allievi della Mazzini e i 52 della Scuola Elementare di Villa Gioia. I 289 alunni della Scuola Giovanni XXIII sono stati trasferiti nei pressi dell’uscita dell’autostrada L’Aquila Ovest. Vicino la Regione, la scuola Micarelli (385 alunni).

Non si tratta solo di numeri. Le aree scelte per la realizzazione dei Musp sono state individuate dalla Protezione Civile in comune accordo con il Comune. Scuole sicure, salde, confortevoli e ben attrezzate. Ma la loro dislocazione rispetto ai nuovi nuclei abitativi si rivela un vero disagio per molte famiglie, costrette a compiere lunghi tragitti per portare i propri figli a scuola, attraversando la città da una parte della “ciambella” all’altra, senza disturbare il centro storico cittadino.

DSCF2318

“Eppure nonostante un calo fisiologico, già registrato dalle statistiche degli anni passati – spiega la Preside della Scuola Primaria “E. de Amicis”, a cui si è accorpata la Scuola Giovanni XXIII – la dislocazione della scuola, dovuta all’ inagibilità dell’edificio nel centro storico che ospitava anche la Scuola dell’Infanzia San Bernardino, non si è rivelata un problema di sostanziale importanza. Gli iscritti ci sono. Le classi si sono formate anche quest’anno. Gli unici disagi riguardano le famiglie non ancora rientrate nella città,costrette a viaggiare perché alloggiano ancora in hotel della costa e che prevedono, o sperano, di poter rintrodurre i propri figli nella scuola magari tra due mesi o più”.

“Le prospettive per il nuovo anno si rivelano promettenti – continua la Preside – Proprio ieri, 31 agosto, è avvenuta la consegna dell’ intero edificio, completato in tempi record, in un mese e mezzo, pronto con grande anticipo per l’inizio dell‘anno scolastico che è ormai alle porte. Un edificio dotato di tutti i servizi e garante delle norme di sicurezza. I genitori sono sicuri di poter iscrivere i propri figli in questa scuola”.

“Gli alunni iscritti già prima del sisma hanno riconfermato la loro presenza, eccetto casi particolari - spiega Suor Lucia, dell’ Istituto Maestre Pie Filippini – Ci sono famiglie che viaggiano ogni giorno e hanno sin da subito riscritto i propri figli nell’istituto. Cerchiamo di andare incontro ai genitori che lavorano e per questo abbiamo istituito il tempo pieno, ogni giorno, fino alle 16.00”.

Insomma la dislocazione delle scuole non preoccupa le scuole stesse! Asili, elementari, medie o superiori che siano, gli iscritti ci sono. La dislocazione delle scuole è un disagio indubbiamente e strettamente collegato

DSCF2320

alla creazione delle cosiddette“new town”, le 19 aree dove sono sorti progetti C.A.S.E e Mup. Aree, non quartieri. Privi di servizi. Aree sorte parallelamente ai Musp. Nella fase dell’emergenza, è vero. Ma adesso la città si ritrova ad ospitare aggregati di case o di scuole. Questo il disagio fondamentale delle famiglie. “Prima il vero problema era il come: le scuole dovevano essere sicure per poter ripartire. I genitori dovevano essere consapevoli di poter stare tranquilli mentre i figli erano a scuola – afferma una madre che risiede ora con la sua famiglia presso il progetto C.A.S.E di Tempera - Ora il problema si rivela il dove: da una parte le new town, dall’altra i Musp, i negozi, gli uffici…Se non hai la macchina non ti puoi muovere”.

Di Serena Ciampa

TAG: musp, scuole
  • Valutazione attuale: 0 stelle su 5.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Valutato: 0/5 (0 valutazioni)

Grazie per aver valutato la pagina!

Hai già fornito una valutazione per questa pagina!

Your rating has been changed, thanks for rating!

Commenti (4)

  • certo che...” di mocerivò, 02/09/2010 06:33

    ...se uno ha un ascesso, anche se solo sfiora la guancia con un dito, proverà dolore.

    Se c'è una cosa che, personalmente, mi ha dato un 'enorme soddisfazione, dopo il sisma, sono le scuole sicure costruite, per le quali, non so se per tutte, mi pare di aver capito, non ci sarebbe nemmeno l'urgenza, in caso di scosse, di evacuarle! Pensa te che meraviglia!

    Credo che molti genitori, immaginando un terremoto, si sentano più tranquilli con i figli nei MUSP che a casa.

    Scuole che i nostri politici-amministratori avrebbero potuto prevedere per tempo, avendo avuto più di 50 anni per farlo!

    Ed allora ridiamo un ordine alle cose, non ci limitiamo a fare una valutazione miope: il problema non sono i MUSP e la loro dislocazione. Un primo problema, infatti, sono i nostri cari e profumatamente pagati politici-amministratori che non ci hanno pensato prima, a dotare un capoluogo di Regione, ricco di Arte e di Cultura, di scuole sicure e, magari, anche ben dislocate.

    La dislocazione: credo di poter dire che chi ha appena appena vissuto in altre città, appena un po' più grandi di L'Aquila, dovrà ammettere come da noi ci si aspetti un po' troppo il "tutto sotto casa", il tutto a portata di mano.

    In città come Roma, ad esempio, è la normalità abitare verso Ostia, o verso Lunghezza, e farsi mezz'ora di auto -minimo- per raggiungere il posto di lavoro o la scuola.

    Il problema infatti, per L'Aquila, ancora una volta non sono i MUSP e la loro dislocazione, ma è la viabilità!

    Non si capisce se la questione stia nel non voler pestare i calli a qualcuno, ma, ad esempio, quella strada aperta di recente che va dal cimitero -da Trony- fino al Torrione, passando in alto, verso Colle Sapone, da mò, che era stata progettata! E per quel che ne so io, il progetto, il percorso, doveva essere molto più diretto! Ma, evidentemente, "qui, non si può", "là, è meglio di no", "sopra, per carità!", "sotto, meno che mai!": se non fosse stato per il terremoto, probabilmente sarebbe ancora chiusa!

    Lì, immagino, si potrebbe prevedere un piccolo tunnel, laddove si incrocia con Via Colle Sapone, potendosi immettere direttamente sulla rotonda di Via Alcide De Gasperi.

    Un MUSP è stato realizzato a Pile alto, per aprire la strada nuova, realizzata per raggiungerlo, ci è voluto tutto l'anno scolastico! Solo per parie la strada! Forse, sì e no, un chilometro di strada!

    Ora tutti abbiamo già da tempo immaginato una strada che possa andare dal passaggio a livello di Roio fino addirittura a Sassa Scalo, passando per L'Aquilone: perché non si ha la forza politico-amministrativa di realizzarla?

    Questa, sicuramente, oltre ad essere utile di per sé, sgraverebbe altre arterie del carico veicolare: qui, sta il problema del disagio: nella mancanza di autorevolezza da parte dei nostri politici-amministratori, e non tanto nella dislocazione dei MUSP.

    E quelli che vengono da fuori? Dagli alberghi sulla costa? Certo che è vero, che per loro è ancora più disagevole raggiungere i MUSP! Ma ancora una volta: il problema sono davvero i MUSP e la loro dislocazione, e il doverli raggiungere dalla costa, o il fatto che questi terremotati, a distanza di oltre un anno, sono ancora sistemati dove sono sistemati?

    E la requisizione delle case sfitte? E i MAP insufficienti? E le case "A" e "B" da risistemare subito subito per farvi rientrare una parte della popolazione?

    Ma se il problema del rimborso/indennizzo lo stanno affrontando solo adesso!

    Il problema non sono i MUSP e la loro dislocazione, il problema è il "dormi, amore, che passa oggi, e vine domani".

     

  • e aggiungo.....” di Narciso, 02/09/2010 13:50

    ....il problema è che l'AMA è nelle condizioni in cui è, non può prevedere ulteriori corse anzi può solo tagliarle.

    E' vero che a Roma non si spaventano di partire da Ostia antica, ma è anche vero che ha un sistema pubblico da paura sotto e sopra la terra e che comunque non è sufficiente ed ha un traffico non da meno, quindi non mi sembra un bel paragone...

  • concordo” di vince, 02/09/2010 14:05

    con Mocerivo'. Gli aquilani (una parte di noi) sono abituati ad avere la scuola sotto casa. Infatti qualcuno manderebbe i figli alla vecchia DeAmicis pur di ritornare al vecchi tran tran (se potessero rientrare in casa ovviamente). Concordo anche sulla strada da fare (subito) per collegare la stazione dell'Aquila con la zona dell'Aquilone. Per quanto riguarda la strada che va dal cimitero al torrione di cui parli, non credo che sia necessario un tunnel. Basterebbe dare la precedenza a chi la percorre. Oggi invece chi percorre quella che alcuni si sono azzardati a chiamare la variante nord, deve dare la precedenza a chi percore una stradina (Via Colle sapone?) in cui passa una macchina ogni tre ore. Ma vallo a dire ai nostri amministratori o a chi per loro.... La viabilita' oggi piu' che mai e' il problema dell'Aquila (a parte la ricostruzione). A Coppito si formano file lunghissime sulla strada che va dalla SS80 a Coppito appunto (non ricordo come si chiama forse Via Borsellino). Accade perche' occorre dare la precedenza a chi percorre via Falcone. Questa e' in alcuni momenti della giornata fortemente trafficata. Occorre un semaforo oppure una rotatoria e lo stesso all'incrocio con via Vetoio. Ma vallo a dire ai nostri amministratori o a chi per loro...

  • Almeno sono sicuri” di Ultimo, 02/09/2010 14:15

    Mocerivò sono pienamente d'accordo con quanto hai scritto....i MUSP anche se dislocati non proprio al centro sono scuole sicure che non devono essere chiuse come quelle ristrutturate in caso di allerta come sta avvenendo in questi giorni, trovo infatti grottesco che dopo tutto quello che è successo ancora non si è capita la cultura della prevenzione! E' ridicolo che si chiude il centro per 48 ore e gli uffici pubblici e le scuole "riparate" se queste zone non sono sicure per le prossime 48 ore non lo erano prima e non lo saranno nemmeno dopo. Dobbiamo metterci in testa che il terremoto può farlo fra 1 minuto, 1 giorno 1 anno o 10 anni e dobbiamo costruire edifici SICURI SEMPRE (anche in caso di una scossa più forte del 6 aprile)! Sulla dislocazione trovo ridicola tutta la polemica, dove avrebbero dovuto farli a piazza duomo??? Magari toglievano le due fontane e ci facevano un bel musp e pure una piastra del CASE perchè l'importante è che nulla cambi, tutto rimanga come prima, se prima le scuole erano in centro devono rifarle in centro,  IMMOTA MANET, soprattutto nella nostra testa!

Registrati per inviare un commento, oppure esegui il Login se hai già effettuato la registrazione.

Seleziona lo speciale.