Dopo la partecipazione al Giro d’Italia l’Avis L’Aquila accompagna una nuova avventura sulle due ruote, stavolta tra i ghiacci dell’Alaska. Protagonista dell’avventura l’ultraciclista Alessandro Colò che – a distanza di due anni dall’ultima partecipazione alla Fireweed 400- ritenta una sfida ancora off limits per gli atleti europei, quella di completare la Race Across Wilderness Alaska. Oltre 700 chilometri in bicicletta, in trenta ore filate, con venti che raggiungono anche i 100 chilometri orari e i ghiacciai a fare da contorno.
Si torna dunque tra i ghiacci, nelle terre estreme che fanno da sfondo ai romanzi di Jack London o ai reportage di Jon Krakauer, per una delle gare più estreme al mondo, la gara ciclistica più vicina al polo nord che esista, la Race Across Wilderness Alaska, una no-stop da Anchorage a Valdez e ritorno attraverso montagne di oltre 3mila metri. Partenza il 9 luglio. Al Thompshon Pass si ritirano quasi tutti, a causa di una pendenza sfiancante del 18%, temperature proibitive. Del resto Colò è abituato a sfide di questo tipo, nel 2007 ha completato la Race Across America, vincendo la sezione Enduro. Oltre 5mila chilometri sulle strade degli Usa, da fare in 12 giorni, pedalando anche di notte, da Oceanside (California) ad Atlantic City (New Jersey). In curriculum c’è anche un quinto posto al Challenger Devils race e un primo posto allo Europe's Extreme Bicycle Challenge, con record di gara sulla 400 miglia.
Come allora, parte del team di supporto viene dall’Aquila. Nel 2007, la squadra di Colò portò sulle strade degli Usa i sapori dello zafferano, con Fabio Iuliano, Fabrizio Dell’Isola e Alfonso Papaoli. Stavolta, saranno i colori Avis, associazione nazionale volontari sangue, ad accompagnare la sfida,. con l’obiettivo di promuovere la donazione di sangue in un momento particolarmente delicato. "L’Aquila ha vissuto l’esperienza del terremoto del 6 aprile, facendo i conti con la difficoltà a reperire plasma in condizioni di emergenza - sottolinea la presidente Avis L'Aquila Roberta Galeotti - Da lì si è manifestata l’esigenza di sensibilizzare il territorio su queste tematiche per raggiungere quanti più donatori possibile". Avis L’Aquila nasce a questo scopo.
E proprio il percorso da Anchorage a Valdez racchiude delle esperienze condivise con L’Aquila e l’Abruzzo. La cittadina di Valdez rappresenta uno dei primi esempi di new town del secolo scorso. E’ stata completamente ricostruita a seguito del grande sisma dell’Alaska nel 1964, uno dei terremoti più forti che la storia ricordi. La rottura di un ghiacciaio che sovrastava la cittadina provocò uno tsunami che sommerse il vecchio abitato.
Per Colò, che due anni fa è stato costretto a ritirarsi a causa di un infortunio, la sfida si ripete, nella speranza che il calore della sua famiglia potrà scaldare le atmosfere artiche. «Avrò nella squadra di supporto, per la prima volta, mio figlio Lorenzo e la mia compagna Mariana Marcenko», spiega, «e questo sarà per me uno stimolo in più». E poi c’è un portafortuna speciale: la maglia di Francesco Totti in azzurro, pensando al Sudafrica, quasi agli antipodi rispetto all’Alaska. «Doveva essere lui l'uomo del Mondiale», sorride mentre si allena sulla sua bike da Spinning, «Lippi ha preferito non portarlo in Sudafrica e le conseguenze le conosciamo tutti, io invece ci tengo portare la sua maglia in Alaska».








