G8: grande organizzazione ma non per la comunicazione
| L’Aquila, 9 lug. - Sono oltre quindicimila le persone che, a vario titolo (appartenenti alle 29 delegazioni ufficiali, giornalisti, tecnici, accoglienza, addetti alla pulizia e manutenzione delle strutture interne, forze dell’ordine), sono state accreditate per il G8, cioé a poter accedere alla sorvegliatissima area dove si stanno svolgendo i lavori del vertice e al media center. Cinque i centri che la After, la società che ha curato le operazioni di accreditamento, ha istituito a Roma, Chieti, L’Aquila, Coppito e all’aeroporto di Coppito. La sicurezza per le operazioni di accreditamento e i relativi controlli sono stati garantiti, per il Ministero della Giustizia, dalla Polizia penitenziaria. A fronte di 15 mila badge emessi, le richieste sono state oltre 23 mila. Uno dei gruppi più folti è costituito dai giornalisti, più di 3.500. Promossi a pieni voti il cibo e le infrastrutture, bocciata l’informazione e l’organizzazione dei pool. Da un rapido sondaggio tra i 3.500 inviati stranieri, e’ emersa comunque una generale indulgenza nei confronti di qualche difficolta’ logistica al G8 dell’Aquila. E’ gia’ tanto, riconoscono, essere riusciti a organizzare un evento simile in due mesi e mezzo in un posto devastato da un terremoto. Le principali lamentele riguardano la scarsa efficienza nelle comunicazioni sugli eventi e le conferenze stampa, oltre a una carenza di comunicazioni ufficiali, fronte sul quale sono invece efficientissima le oltre 50 Ong accreditate. Ha funzionato bene la macchina degli accrediti che tra giornalisti, delegati e sicurezza ha dovuto far fronte a 23mila richieste da tutto il mondo. Piu’ di 18mila i badge personali rilasciati nei 5 punti accredito, 15mila dei quali per le delegazioni. Per gli inviati stranieri e’ il tasto dolente di questo G8. Comprendiamo la scelta ecologica di non stampare migliaia di pagine” ha detto De Fraia, “ma molti sono rimasti disorientati, soprattutto per la difficolta’ di accedere al programma delle conferenze stampa”. Per Wang “ci sono problemi nell’organizzazione dei pool per le conferenze stampa” e Israely lamenta che “i comunicarti non arrivano puntualmente”. Ancora piu’ difficile per i giapponesi abituati, come testimonia Shinya Minamishima del quotidiano Asashi Shimbun, “ai frequenti briefing organizzati dal ministero degli Esteri di Tokyo”. “La gestione dei pool” dicono alla France Presse, “e’ disastrosa” e l’accesso alle delegazioni “impossibile”. Non nasconde la sua soddisfazione il generale della Guardia di finanza Fabrizio Carrarini, coordinatore del G8, per l’organizzazione della sicurezza del vertice. “Il bilancio provvisorio e’ positivo”, ha detto ai cronisti, e anche gli “ambienti politici hanno dimostrato soddisfazione”. E tale e’ la fama di efficienza dei Baschi Verdi Atpi che un maresciallo, di cui Carrarini ha voluto rigorosamente tenere riservato il nome, ha affiancato il Secret service nella tutela del presidente Barack Obama, “su richiesta proprio degli americani”, ha spiegato l’alto ufficiale. La sicurezza della sede dei lavori, che non a caso si tengono nella scuola allievi della Guardia di finanza, e’ stata affidata e coordinata dagli uomini di Carrarini, anche se vi hanno contribuito altri corpi. “All’Aquila e’ stato dispiegato oltre un migliaio di finanzieri”, ha detto, “alcuni dei quali giunti a Coppito tre mesi fa”. Questa, ha spiegato, “e’ una struttura molto complessa” che ha richiesto due settori di intervento: “la vigilanza ai varchi d’accesso e la vigilanza all’interno” del complesso. Per l’occasione, la Guardia di finanza si e’ dotata dei mezzi piu’ sofisticati. Dal porto di Napoli e’ giunta all’Aquila, al centro commerciale l’Aquilone da cui passano tutti i veicoli che poi entrano alla sede del G8, un’apparecchiatura mobile chiamata ‘Silhoutte scan’ per “il controllo radiografico dei mezzi pesanti”. In pratica, la macchina consente “di vedere tutto cio’ che e’ stato caricato su un camion”. Per la “vigilanza preventiva”, invece, sono arrivati da Bari due Mitsubishi Pajero semiblindate e dotate di rostri, di solito usate per bloccare i contrabbandieri con rostri. Carrarini ha poi negato che vi siano stati tentativi di qualche governo straniero di supplire a presunte mancanze dell’organizzazione italiana del summit. “Anzi”, ha detto, “c’e’ stata una forte integrazione con le strutture di sicurezza” dei singoli leader, a cominciare da Obama |
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