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L'EDITORIALE

Politica del gambero o tattica del rinvio? [di Maria Cattini] Il movimento tellurico dell’aprile scorso non è stato altro che un movimento di assestamento del sisma politico abbattutosi sull’Abruzzo con l’insediamento della nuova Giunta Regionale. Come un bravo allievo, il Presidente della Regione si è prodigato, certo, nell’esprimere pubblicamente i buoni propositi per una buona, corretta e trasparente amministrazione. Si è trattato, solo ed unicamente, della sola enunciazione di intenzioni e niente altro. Infatti, la nuova Giunta non ha espresso nulla. Non ha intrapreso nuove iniziative. Non ha prodotto investimenti. Anzi, ha brillato solamente in una miserevole azione: l’abbattimento totale dei sostegni contributivi alla cultura, allo sport e al turismo. È l’unica Regione che ha avuto il coraggio di mortificare la cultura! Leggi

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Voglio rimanere a L'Aquila ma devo andarmene

Lo Sfogo di un'insegnante dell'Istituto d'Arte
venerdì 07 agosto 2009
in INTERVENTI > INTERVENTI
Commenti: 7
non valutato -


L’Aquila, 6 ago – Diamo spazio sulla nostra testata alla storia della signora Lucia, che stamattina è venuta nella nostra redazione per portarci la sua testimonianza. La signora Lucia è un’insegnante dell’Istituto d’Arte - legatissima al suo territorio, al suo mestiere e ai suoi allievi - che  vorrebbe restare nella sua città e sta facendo di tutto per farlo. Il suo obiettivo è chiaro  ma la strada che, ormai da mesi, sta percorrendo per raggiungerlo  è  piena di muri di gomma, muri contro i quali Lucia è ormai stufa di rimbalzare. “Subito dopo il terremoto mi sono rifugiata da alcuni parenti in Sicilia, ho prestato servizio per un po’ di tempo  in questa regione ma poi per gli esami di maturità sono tornata a L’Aquila, non volevo abbandonare i miei ragazzi” ha esordito Lucia spiegando anche che i suoi allievi  inizialmente erano costretti a sostenere gli esami in una palestra che non dava loro sicurezza e che si è quindi battuta per avere una tenda, ottenuta solo per gli ultimi giorni d’esame. “Sono tornata all’Aquila per restare, ma avevo la chiara consapevolezza che non sarei riuscita a vivere in una casa in muratura –ha continuato Lucia –quindi mi sono subito messa a cercare dei terreni dove poter sistemare una casetta mobile. Da quel momento è iniziata la mia odissea. Il primo esito della mia ricerca è stato un terreno a San Panfilo D’Ocre che mi è stato messo gratuitamente a disposizione dai proprietari. Sembrava tutto fatto, ma poi sono andata al Comune per richiedere le autorizzazioni per l’allaccio dei servizi e mi è stato risposto in malo modo che non potevo realizzare la casetta perché non ero residente a San Panfilo e la mia casa non era E o F. Io prima del terremoto vivevo, in affitto, in una casa che ora è B e non so neanche se sarà mai sistemata visto che risulterà come quarta o quinta casa dei proprietari che dovranno pertanto fare i lavori completamente a loro spese.” “Ma non mi sono fermata qui – ha ripreso Lucia –mi sono rivolta anche al Sindaco dell’Aquila che però mi ha risposto ironicamente “Beh signora se cerca un terreno a Parigi come può sperare che glielo diano”. Neanche la Protezione Civile ha saputo darmi risposte esaustive. L’unico che sembrava aver mostrato un minimo di interesse è il Sindaco di San Panfilo che mi ha assicurato che avrebbe parlato in consiglio della mia situazione per cercare soluzioni, ma io ancora non vedo nulla”. “Non dandomi per vinta –ha sottolineato Lucia – ho cercato altri terreni ma gli affitti sono stratosferici, anzi colgo l’occasione per inviare le autorità a fare i dovuti controlli. Ho contattato la Curia che mi ha detto di aver perso tutta la documentazione relativa ai propri terreni, poi ho trovato un terreno a Preturo ma il proprietario ha scoperto - insieme a me,visto che non aveva ancora ricevuto alcuna comunicazione in merito- che gli era stato espropriato. Ora sto chiedendo ospitalità ad Antrodoco, nel frattempo sto in roulotte.” “Io sono anche una scultrice e a causa di questo terremoto e della burocrazia ho perso anche molte occasioni, non ho potuto partecipare alle mostre –ha continuato Lucia - Avrei bisogno di un luogo di dimensioni tali da permettermi di allestire anche un laboratorio, in modo da poter continuare a portare avanti la mia passione” “Tutti dicono che vogliono far ripartire la scuola, ma poi non ci permettono di sistemarci in città –ha concluso Lucia –non si rendono che la scuola non esiste senza insegnati. Se le cose continueranno così e non vedrò aiuti concreti sarò costretta ad andarmene e così faranno molti miei colleghi. Il mio non è solo uno sfogo ma anche un appello: io voglio restare a L’Aquila, chiedo solo che mi si metta in condizione di farlo.”
di Maria Chiara Zilli

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Commenti

06 ago : 18:07
milonga



Commenti: 18

Sono tornata all’Aquila per restare, ma avevo la chiara consapevolezza che non sarei riuscita a vivere in una casa in muratura


Cara Signora, penso che il 99% abbiano la "chiara consapevolezza" di non ruscire a vivere in una casa in muratura altrimenti non si spiegherebbe perche' nelle tende ci sono ancora proprietari/occupanti di case agibili e servono le maniere forti (vedi ultima ordinanza di Bertlaso) per far uscire gli aquilani con casa agibile dagli alberghi.

Riesce ad immaginare cosa diventerebbe l'Aquila se tutti gli aquilani volessero quello che vuole Lei?
Una casa di legno ad un piano (lei la vuole anche grande per scolpire).
Altro che new town di Berlusconi.

Senza cinismo e senza cattiveria: non si senta SPECIALE!


M.




06 ago : 18:50
rosanto_3396



Commenti: 283

E' giusto che la signora non si debba sentire speciale, ma la sua esigenza è, in realtà, quella di tutti gli aquilani che hanno subito un trauma non indifferente....E NON E' FINITA!
Il sottoscritto con casa in B, non potendo realizzare una casetta per mancanza di terreno, probabilmente farà grandi sacrifici per rimanere sulla costa per circa un anno e quando l'avrò sistemata tutto dipenderà se sarò riuscito a mantenere il lavoro perchè, in caso contrario, vendo quel poco che ho mandando a quel paese tutti gli aquilani che speculano sulle disgrazie altrui come del resto hanno sempre fatto nella nostra città! SINDACO... REQUISISCA LE CASE SFITTE ALTRIMENTI A L'AQUILA NON RESTERA' NESSUNO E NE DECRETERA' LA MORTE! L'AQUILA DEVE RINASCERE SUL LAVORO NON LUCRANDO SUGLI AFFITTI MAGARI IN NERO COME E' STATO FATTO FINO AD OGGI!

06 ago : 19:48
milonga



Commenti: 18

E' proprio questo che intendevo nel dire di "non sentirsi speciale". Come giustamente hai detto l'esigenza della Signora e' l'esigenza di tutti gli Aquilani ma realisticamente il desiderio (l'esigenza) di avere una casetta di legno per tutti e' irrealizzabile. Questa consapevolezza ci deve rendere uniti e compatti, on capricciosi.

M.




06 ago : 22:56
pulsar


Commenti: 140

Credo che aver paura sia una cosa più che lecita.Ho una casa dichiarata A,in cemento armato.Ci ho cucinato già dentro a una settimana dal sisma(a porte aperte), ma fatico a rientrarci per dormire.Anch'io ho messo una casettina di legno da quattro soldi dove dormo la notte perché ho la superfortuna di avere spazio a disposizione.
Come posso non capire le esigenze della professoressa?

07 ago : 09:54
immota manet



Commenti: 74

Tutta la mia solidarietà alla signora. Purtroppo gli ostacoli che si frappongono al nostro ritorno sono indubbiamente insormontabili. Purtroppo alcuni di essi sono stati posti volontariamente sulla nostra strada in aggiunta a quelli che già c'erano. Se acquisto un terreno e ci costruisco una casa non mi spetta più l'autonoma sistemazione. Il fatto è che non si vuole la proliferazione di case e casette, ma le alternative sono molto difficoltose: le C.A.S.E. verranno assegnate a un 30% delle persone che hanno i requisiti e quelle in affitto prevedono il pagamento di un pizzo più o meno elevato ai costruttori (che per principio andrebbe comunque rifiutato).

07 ago : 10:18
cristianoaq_3179


Commenti: 230

cara prof., io sono aquilano e le chiedo di rimanere comunque. nella nostra città abbiamo un sindaco che se le risponde così farebbe bene a prenderlo a male parole ma purtroppo nessuno qui lo sottolinea! è comprensibile la paura, io ne ho più del silenzio che ho attorno la notte che del cemento armato, ma è impossibile e non carino chiedere le case grandi e di legno per tutti... chi ha la fortuna di un giardino e dei soldi le farà, chi non ce l'ha si adatterà... lei se vuole rimanere... delle due l'una.... o si adatta o se ne dovrà andare. spero, e la prego di scegliere la prima ma sappia che qui siamo in 60.000 con il suo stesso problema... ha la mia solidarietà, spero di incontrarla qui e magari in una sua mostra!
chi ha la prima casa b dovrebbe risistemarla a breve (se gliene danno la possibilità) e non affittare case per anni fuori! ragazzi, siamo aquilani, dimostriamo a tutti che abbiamo una dignità straordinaria e che nessun terremoto ci spezzerà mai. le ferite, anche le più brutte, guariscono con il tempo...

07 ago : 18:58
wolf_73



Commenti: 238

Cara signora,

evidentemente il terreno di San Panfilo non era edificabile. Se vuole ci sono numerosi terreni edificabili in vendita nel comune di Ocre, ne acquisti uno e poi potrà realizzarci sopra tutto ciò che vuole.
Oppure visto che la sua casa è classificata B e per un pò non potrà tornarci, provi ad affittarne un'altra (tanto il contributo della protezione civile la rimborserà fino a 6 mesi). Inoltre visti gli orientamenti del sempre lungimirante consiglio comunale di L'Aquila gli affittuari avranno tutto da guadagnare rispetto ai proprietari. Cioè prima pagavano l'affitto ed ora se avranno la casetta, o un appartamento in affitto ci abiteranno gratis. Quindi in molti stanno peggio di lei, ossia i proprietari che avevano una casa e ora non l'hanno più, che non hanno figli piccoli e sono pensionati e probabilmente non avranno neanche la casetta perchè famiglie di extracomunitari con 3 o 4 figli li sopravanzeranno avendo maggiore punteggio per l'assegnazione delle case....

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