L’Aquila moribonda: un SOS all’Europa
in INTERVENTI > MEMORIE...RACCONTI DAI NOSTRI LETTORI
Commenti: 16
non valutato -
| di Antonio Gasbarrini* Siamo agli inizi del quinto mese dal rovinoso sbriciolamento d’una intera città e dalla fuga in massa dei suoi abitanti. Il motto più diffuso, variamente utilizzato in questa o quell’occasione, è stato “L’Aquila ferita”. Dalle ferite si può guarire o, invece, morire per infezione: ed è purtroppo questa seconda terribile ipotesi che sta consolidandosi sullo spettrale sfondo della città, la cui fotografia attuale coincide ancora, combacia terribilmente con quella dei nerissimi secondi delle 3.32 (a parte marginali differenze, come la soffocante invasione delle erbacce). Nel mio articolo Verrà la morte e avrà i tuoi occhi (L’Aquila bella mé) disponibile in rete sin dagli inizi di giugno, lanciavo l’allarme per la salvezza del Centro storico dell’Aquila a causa dei risibili fondi governativi stanziati, dei mancati puntellamenti alle costruzioni gravemente danneggiate dal sisma iniziale e dalle scosse successive, dei fortissimi ritardi nella rimozione delle macerie. Da allora, la situazione è fortemente peggiorata, mentre “i raggi solari” dello specchietto delle allodole per gli aquilani – rivelatisi ottime cavie per quasi tutti i massmedia televisivi e non, artefici di una martellante propaganda di regime tuttora in corso –, per l’Italia e l’Europa intera, venivano concentrati sul cosiddetto piano C.A.S.E. È di qualche giorno fa la diciottesima apparizione del sig. b. tra le macerie ancora arrossate, il quale con telecamera al seguito, si è “arrampicato” su due tetti della cementificata little town di Bazzano per farsi riprendere, orgoglioso e ridente (ch’è ben altro dal sorridente) mentre scioglieva i nodi della bandiera italiana. Solo che i nodi reali, andatisi a posizionare sempre più numerosi e grandi, giorno dopo giorno, nell’affamato “pettine della verità”, fanno purtroppo presagire una brutta fine per il capoluogo abruzzese ed una mortificante esistenza civile e culturale per i suoi sfortunati ex abitanti. Mentre gli euro effettivamente disponibili per la semplice sopravvivenza quotidiana continuano sempre più a scarseggiare (chiedete ai circa 10.000 aquilani arrangiatisi alla meno peggio nel trovare una sistemazione autonoma fuori la loro amatissima città, quanti, dei previsti pacchi alimentari siano effettivamente arrivati sulle loro tavole), il sig. b. non finisce mai di stupire con le sue stravaganti affermazioni. Così nello sceneggiato della fiction televisiva in corso di registrazione e che terminerà quasi certamente dopo le previste elezioni nella Provincia dell’Aquila a Novembre, appariranno villette completamente arredate immerse nel verde; ci saranno poi lenzuola cifrate, frigoriferi pieni (compresi una torta gelato e lo spumante per brindare all’evento) e, udite udite, persino opere d’arte. E qui casca, anzi era già cascato l’asino, con la fallimentare “lista di nozze” (pacchianeria delle parole quando sono usate in modo così improprio) stilata per i 44 monumenti adottabili da parte dei Capi di Stato e di Governo intervenuti al G8 dell’Aquila (sui 350 milioni di euro necessari per il loro restauro, ne sono stati racimolati circa il 10% per 7 monumenti: gli euro mancanti chi li metterà? E i 50 milioni promessi dal ministro Bondi, sono stati forse già dirottati in altri più appetitosi bacini elettorali?). Non è pertanto inopportuno rimembrare al sig. b. che la nobilissima Città dell’Aquila fino alle 3.31 dello stramaledettisimo sisma, era Lei l’“opera d’arte”, o meglio un museo a cielo aperto costellato nelle immediate vicinanze da reperti archeologici di altissimo valore storico (Amiternum e Necropoli di Fossa) ed intra moenia da superbi monumenti religiosi (le chiese di S. Maria di Collemaggio, S. Bernardino, S. Silvestro, S. Pietro, S. Maria del Soccorso, S. Maria Paganica, S. Domenico, su tutte, ivi compresa la Chiesa del Suffragio o delle Anime Sante che dir si voglia, tanto osannata dai media internazionali) e civili (Fontana delle 99 Cannelle, Fortezza Spagnola, altre prodigiose piazze e fontane a non finire); Palazzi di altissimo pregio artistico vincolati dalla Soprintendenza (basta qui citare gli affreschi cinquecenteschi di ascendenza raffaellesca come era dato di vedere a Palazzo Farinosi- Branconio e al Casino Branconio o le altre preziose decorazioni di Palazzo Fibbioni), intriganti cortili rinascimentali, stupende facciate medioevali (Le Cancelle) e barocche (Palazzo Centi-Colella e Palazzo Ardinghelli). Alla vorticosa girandola si aggiungano vie, coste, vicoli presidiati dalla possenza di architetture i cui portali, bifore e stemmi gentilizi, erano la testimonianza più tangibile dei trascorsi aulici di questa invidiabile ed invidiata città (da Costa Masciarelli a Via Fortebraccio, da Via Roma e Via Sassa a Via di S. Martino, via S. Marciano e decine e decine di altre ancora). Né erano da meno (continuo ad usare il verbo al passato per sottolineare lo stato mortale d’una intera città distrutta e sinora completamente abbandonata alla sua triste sorte) altre emergenze architettoniche ed artistiche presenti nelle frazioni e nei comuni più vicini (tra le altre, le Chiese di S. Vittorino, S. Giusta a Bazzano e S. Maria ad Cryptas a Fossa, con i suoi duecenteschi affreschi del Giudizio Universale, collocati dallo storico Ferdinando Bologna ai vertici dell’arte in Italia del periodo). All’interno dei preziosi scrigni sino a qui elencati e degli altri sottaciuti, era tutto un fiorire di opere d’arte autentiche e non già della prevedibile paccottiglia preannunciata per le little towns (opere d’arte documentate nel “bombardato”, inagibile Museo Nazionale d’Abruzzo, dall’epoca romana ai giorni nostri), quali sculture, pitture, orificeria, paramenti sacri, ecc. Per non parlare poi, sempre in ambito culturale, dei codici miniati o, tra i primi incunaboli italiani, de Le Vite Parallele di Plutarco stampato nel 1482 a L’Aquila dall’allievo del Gutenberg Adamo de Rotweill. Per la reale salvaguardia e tutela dell’inestimabile patrimonio distrutto o sfregiato dalla catastrofe, e per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica europea e mondiale, sempre in quell’articolo lanciavo l’idea-pilota dell’adozione da parte degli aquilani e degli abruzzesi antagonisti, dell’unitaria parola d’ordine L’AQUILA CITTA’ D’EUROPA / L’AQUILA PATRIMONIO DELL’UMANITA’ E DELL’UNESCO (questa seconda frase è stata recentemente rilanciata con successo dal prof. Sabatini). Già ho motivato le ragioni ed il perché di L’AQUILA CITTA’ D’EUROPA. Vale comunque la pena di aggiungere che le ramificate, robuste radici europee della città federiciana sono rinvenibili nelle numerose opere d’arte di soggetto sacro e profano realizzate da artisti non italiani quasi tutti operanti in città nei secolo scorsi, variamenti presenti nelle prestigiose collezioni del Museo Nazionale d’Abruzzo. Attorno alle stesse, con la collaborazione degli Istituti Italiani di Cultura all’estero, delle ambasciate e dei consolati, potrebbero aggregarsi, oltre ad una mostra itinerante nelle “città gemellabili” (da Parigi e Londra, a Amsterdam, Bruxelles, Vienna, Budapest, Praga, Madrid, ecc.), una serie di iniziative culturali attivabili dalle Soprintendenze abruzzesi, dall’Archivio di Stato, dalla Biblioteca Provinciale dell’Aquila e dalle varie Istituzioni culturali, saldando ovviamente la rilettura storica della città con la tragica cronaca sismica (proiezione di cortometraggi, mostre fotografiche, presentazione di libri, seminari ecc.). Detto in altre parole, se si vuole avere la solidarietà dell’Europa intera ben al di là delle stringenti ed irrisolte problematiche finanziarie, occorrerà far sentire ai cittadini continentali, che l’Aquila moribonda è una loro strettissima parente da accudire e da curare con ogni riguardo. Esaminiamo gli antichi, ma riattualizzabili legami di “sangue culturale”. Mi limito a citare alcuni di questi artisti ed opere: il monumentale dipinto L’Annunciazione datato e firmato (Aloysius Finsonius belga brugensis [di Bruges, n.d.a.] 1612) deceduto ad Amsterdam nel 1617; Il Calvario di Rinaldo Fiammingo; la Madonna con bambino e Santi, l’Adorazione dei Magi e la Presentazione al tempio di Aert Mytens (Bruxelles 1541- Roma 1602); Sacra famiglia, databile 1532, dell’olandeseVermejn Jan Cornelisz; i vari dipinti di Carlo Ruther (il celestino Padre Andrea), ivi comprese le sei tele salvate recentemente nella Basilica di S. Maria di Collemaggio, nato a Danzica nel 1630 e morto forse a L’Aquila durante il terremoto del 1703 e, ancora, altre opere dell’austriaco Pietro Alemanno (1440-1489), di Pierre Subleyras, pittore e incisore nato a Saint-Gilles du Gard nel 1699, ecc.ecc. Altri capolavori ancora, legati in un modo o nell’altro alla storia della città, come i due dipinti di Raffaello Sanzio Doppio Ritratto (ora al Louvre di Parigi) e La Visitazione (già nella Chiesa di S. Silvestro a L’Aquila, ed ora al Museo del Prado di Madrid) – scaturiti dalla fraterna amicizia tra l’urbinate ed il cubiculario aquilano Giovan Battista Branconio– ; o ancora, la vasta iconografia legata alla figura di S. Giovanni da Capestrano (dall’omonimo pulpito nella Chiesa di S. Stefano a Vienna, al monumento dedicatogli a Budapest o al suo ritratto su tavola datato 1452 ed a firma di Tommaso Burgkmair, ora alla Galleria Nazionale di Praga); per continuare, con il disegno della Madonna di Loreto, dell’artista cinquecentesco aquilano Pompeo Cesura (ora nelle Collezioni reali di Windsor), hanno tutto il potenziale culturale per far venire alla luce il vero volto dell’Aquila, così brutalmente profanato più che dal terremoto, dalle indigeste trovate e trovatine del sig. b. e dei suoi fidi vassalli. Non è difficile immaginare le prossime mosse propagandistiche del suddetto sig. b. strategicamente legate allo slogan “Entro dicembre 30.000 cittadini dell’Aquila avranno un tetto”. Ammesso e non concesso che ciò si verifichi, conosce il sig. b. la reale consistenza numerica dei suoi abitanti? Ai fasulli conteggi “della serva” ne mancano circa 40.000: quale ingrato destino sarà loro riservato dal 1 gennaio 2010? E se anche gli esclusi fossero solo qualche migliaio (senza più tetto o tenda, forse precari rifugiati civili nelle camere d’albergo), cosa cambierà della loro indicibile sofferenza già patita e di quella a venire? Intanto gli uomini, le donne ed i bambini in carne ed ossa ospitati nelle tendopoli-lager della Protezione civile saranno stati nel corso di ben otto-nove mesi, prima congelati (aprile-maggio), poi infradiciati (giugno), quindi arrostiti (luglio-agosto-metà settembre), di nuovo congelati (ottobre-dicembre), e tutto ciò con le scosse sismiche “in corso d’opera”: casette o non casette, siano esse provvisorie o definitive, in legno e/o in cemento, c’è veramente di che piangere! * Critico d’arte – Art Director del Centro Documentazione Artepoesia Contemporanea Angelus Novus, fondato nel 1988 (L’Aquila, Via Sassa 15, ZONA ROSSA). Attualmente “naufrago” sulla costa teramana. |
Commenti
08 ago : 20:38
rosanto_3396


Commenti: 283
08 ago : 21:55
benito1_917

08 ago : 22:09
netangel

08 ago : 22:20
rosanto_3396


Commenti: 283
Grazie benito, spero anch'io che non si avveri ma ho paura che stiamo subendo troppo passivamente e l'unica cosa che siamo capaci di fare è litigare fra i terremotati in tenda e quelli in albergo facendo il gioco di chi ci sta prendendo in giro! Ciao.
08 ago : 23:05
benito1_917

08 ago : 23:53
chewie


Commenti: 1848
Relativamente al clamoroso fisco della "Lista di nozze" sarebbe stato davvero troppo pretendere che gli stati esteri finanziassero il 100% del restauro dei 44 monumenti (anche se quelli da restaurare sono quasi 2000), ma le cifre racolte con questa trovata sono davvero irrisorie. Forse perché nessuno si è fidato a mettere nelle mani di b. qualche decina di milioni di euro?
09 ago : 00:04
chewie


Commenti: 1848
Nemmeno io concordo con Gasbarrini, o meglio solo in parte: L'Aquila rischia davvero di diventare anzitempo un immenso sito archeologico, nemmeno visitabile dai turisti visto che è pericoloso avventurarsi nella stragrande maggioranza dei lughi colpiti dal sisma. Però pian piano ce la possiamo fare, magari ci vorranno 50 anni ma possiamo farcela. Purtroppo quando la ricostruzione sarà ultimata molti di noi non ci saranno più, ed è forse questa consapevolezza a rendere così tristemente pessimisti gli scritti di tanti che amano L'Aquila. Viviamo nell'epoca del tutto e subito, abbiamo perso la capacità di pianificare non solo il nostro futuro ma anche quello della città e dei luoghi in cui viviamo (di qui gli assalti scriteriati ai beni naturali): questo terremoto dovrebbe reinsegnarci a ragionare in termini di decenni, a pianificare a lungo e lunghissimo termine. Se anche non potremo più divedere L'Aquila com'era fino a 4 mesi fa, dobbiamo fare in modo di essere orgogliosi di partecipare alla sua ricostruzione (non solo materiale) e trasmettere questo spirito ai nostri figlie e nipoti, in modo che anche loro si sentano fieri di partecipare e magari di portare a compimento la rinascita dell'Aquila.
09 ago : 16:03
Fab76

09 ago : 16:25
MG

L'Aquila serve soltanto al premier per farsi vedere in TV e per dire che ha costruito le casette (che peraltro mi sembrano alquanto bruttine) ; e poi dopo che ne sarà della nostra città ?
Spero di sbagliarmi, ma credo che rimarrano solo quelle casette e il nucleo storico sarà destinato a "non" tornare più come prima o verrà dimenticato.
In Friuli e umbria le cose sono andate benissimo , mentre qui non si sa neppure se le case saranno ricostruite all 100% e le casette in molti casi andranno a "rumeni"
09 ago : 16:46
Fab76

09 ago : 19:00
alexdrastico


Commenti: 155
RIDIAMO CHE E' MEGLIO
La regione intesa come il potentato del PDL e affini guarda e guarderà sempre verso la costa e ser proprio costretto guarderà all'interno marsicano invece che verso la nostra terra ferita. La Dott.ssa Mannetti non sa non può e non potrà fare nulla senza il "permesso" del potentato che ci governa.
Non faccio, attenzione un discorso di destra o di sinistra ma nei "giochi" politici noi Aquilani siamo e saremo a lungo trattati così.
Siamo relativamente pochi sempre divisi e sempre a ricercare appoggi fuori casa invece che creane di "locali".
Su quanto accadrà a settembre e ottobre quando la gente tornerà , in parte a L'Aquila e riempira le New Town di Preturo di Coppito 3 (enorme su un posto bellissimo) Sassa allora chi si troverà a Nord ovest di L'Aquila si farà il segno della croce.
Brevemente....... le case le stanno costruendo ma NESSUNO NESSUNO ha pensato a come risolvere i problemi dei servizi (acqua, luce, gas, telefoni, trasporti, socialità .....) figurati se la Dott.ssa Mannetti penserà che per poter utilizzare le stazioni ferrioviarie e creare una variante a sud fra ovest ed Est sono necessari dei parcheggi di scambio se no alla stazione come ci arrivi e poi qualcuno ha pensato di autorizzare e soprattutto (FINANZIARIE) l'uso dell'autostrada per creare una variante fra L'Aquila Ovest e L'Aquila Est.
Tutte idee terra-terra per carità, non è necessario un genio per poterle pensare ma per realizzare sono necessari, questo si, dei soldini un bel pò di soldini e sono quelli che la Regione NON VUOLE devolvere a noi poveri Aquilani.
Questa è purtroppo la verità ..... anche Silvio ha svuotato i fondi FAS del 2009 per il terremoto Aquilano poi la Sicilia (quella che conta ...... conta voti, mazzette e lupare)ha reclamato e quindi trovati 4 dicosi 4 MILIARDOZZI dall'oggi al domani ma naturalmente per bilanciare è stato offerto a Bossi un accordo sulla gabbia salariale (naturalmente a favore del Nord) !!
Concludendo purtroppo ..... che speranza abbiamo noi?
Forse fra qualche anno saremo in - 30.000 (20.000 sulla costa e 10.000 altrove o nella Marsica)
Quanto vorrei che questa mia ipotesi sia troppo pessimista......
09 ago : 20:29
chewie


Commenti: 1848
Tutti stanno a fare il paragone con Friuli e Umbria.
Il paragone non regge e vi (ri)spiego perché:
1) Quando si verificarono quei terremoti il governo era formato da persone un po' più serie di quelle che formano quello attuale (non che ci voglia molto...)
2) Non c'era la lacerante crisi economica che il ----- si ostina in tutti i modi a nascondere.
3) La Lega contava come il due di bastoni con denari briscola (anzi nel primo caso non c'era proprio, e poi il terremoto toccò al nord)
4) Last but not least Friuli, Umbria e Marche erano e sono regioni coese, dove tutti si dettero da fare, popolazioni e politici, per riparare i danni del sisma. Qui da noi invece sono tutti divisi, con la costa, la valle Peligna e la Marsica sempre pronte ad arraffare il più possibile a danno di una città da sempre invidiata ed odiata. Magari ora che non cè più niente da invidiare ci odieranno un po' meno, ma quanto a darci una mano scordatevelo.
Che ci siano quasi 2000 monumenti distrutti che sono patrimonio di tutti gli italiani non può frega' di meno a nessuno, vista la barbarie in cui ormai viviamo.
Se l'Abruzso non fosse di fatto ancora Abruzzi adesso non staremmo qui a discutere di queste cose.
09 ago : 22:51
nafirase


Commenti: 133
Articolo VERGOGNOSO. Sempre pronti a polemizzare, a offendere, a prendersela con il signor B... E ci può pure stare.
Ma ciò che mi indigna profondamente è questo profanare l'operato di chi lavora 24 ore al giorno, al nostro fianco, lontano dalle proprie case e dalle loro famiglie, per ridurre al minimo i disagi di un'emergenza che di sicuro non ha voluto né il signor B, né Dio. Per cui definire addirittura "lager" le tendopoli allestite dalla Protezione Civile, mi fa vergognare di essere aquilana.
09 ago : 23:38
chewie


Commenti: 1848
Egregia Nafirase, è profondamente vergognoso e offensivo verso i poveracci che stanno nelle tende non tener conto del fatto che dette tende avrebbero dovuto esserci solo per un paio di mesi al massimo, se ci sono ancora è solo per soddisfare la megalomania (e anche qualcosa di peggio) di qualcuno che invece di ricostruire L'Aquila come era e dove era si era messo in testa sin da subito di costruire una new town, in un Paese dove si impiegano 30 anni per costruire un new hospital. Adesso invece di una new town ci ritrovaiamo tanti new village magari anche ben fatti ma anonimi ed esageratamente costosi. Per costruire le piattaforme stanno usando cemento 525, ossia quello che si impiega per costruire le dighe! Sicuramente resistentissimo, ma costoso e del tutto inutile per preparare le basi di costruzioni che sono volutamente molto leggere pur se (si spera) robuste e resistenti alle intemperie. Non concordo con quelli che criticano il legno ed il cartongesso, anzi chi a casa aveva pareti in cartongesso adesso può vedere che quelle sono quasi sempre le uniche rimaste in piedi! Però lo spreco di denaro pubblico è ugualmente enorme ed insensato: invece di cercare di rendere autonomi al più presto gli aquilani li si costrunge ad una vita abulica e francamente molto molto disagiata per mesi e mesi, invece di utilizzare moduli abitativi veramente provvisori che la Protezione Civile già ha e che languono abbandonati in un gigantesco deposito militare in Campania, e che avrebbero permesso di toglere dalle tende e dagli alberghi la maggior parte degli aquilani nel giro di poche settimane. Facendo i conti, probabilmente per difetto, vien fuori che un "modulo abitativo" di 40 mq costerebbe allo stato fra i 140.000 ed i 170.000 euro, più i costi di urbanizzazione (altissimi, essendo la maggior parte delle zone prescelte piuttosto lontane dai maggiori centri abitati e dalle principali arterie di comunicazione: stanno costruiendo quartieri per 5000 - 6000 persone in zone servite da mulattiere e stradine poderali).
Lei crede che Bossi e Tremonti, a C.A.S.E. ultimate, permetteranno al Governo di stanziare ulteriori fondi per la cicostruzione dell'Aquila?
Se si è davvero un'ingenua, oppure ha fette di prosciutto sugli occhi e del prezzemolo nelle orecchie...
09 ago : 23:53
zac_3436

Forse dovremmo fare qualcosa anche noi perchè solo con le minacce si fanno rispettare i propri diritti.
Lo ripeto, bisogna piazzarsi con le tende davanti a Montecitorio, bisogna che Berlusconi capisca che siamo stufi di fare da palcoscenico alla sua propaganda in cambio di sole parole e sorrisi.
10 ago : 15:37
nafirase


Commenti: 133
Ma perchè si continua a fare i conti in tasca allo Stato? Ma con quale criterio di razionalità? Non sono una persona che ama la politica e per partito preso tendo ad essere piuttosto positiva, che nutre, come dico sempre, "un sano scettico ottimismo".
Vi chiedo: ma voi preferivate sopravvivere in dei container per qualche decina d'anni, o vivere in un progetto nuovo come questo? Ma vi siete guardati indietro? Avete fatto tesoro dell'esperienza di altri che ci sono passati prima di noi in un disastro simile? Embé... e non ringraziate Dio?! Tutti questi dati tecnico-scientifico-economici lasciateli un po' a chi di dovere, che viene in tempo a criticare. Come fate a dire che la minestra non vi piace se prima non l'assaggiate? Io sarò anche un tantino ingenua, ma lo preferisco all'essere infantile.
A meno che voi non siate di quelli che hanno casa A-B-C... che tra un po' rientrano a casa loro e chi si è visto si è visto... gli altri possono anche rimanere a muffire nei container!
rosanto_3396

Commenti: 283
Le tue ali son partite
e non saran ricostruite.
I tuoi figli stan morendo
perché troppo stan soffrendo.
Il tuo nido è profanato
da chi il sogno ti ha strappato.
Quando il gran freddo
giungerà il tuo cuore rallenterà
e nulla più ti salverà.
E' il momento di lottare,
tutti i vermi devi mangiare
se ti vuoi rialzare e
la dignità riconquistare.
Vermi neri, vermi rossi
sono tutti belli grossi
sono tutti da mangiare,
sono tutti da estirpare!
e non saran ricostruite.
I tuoi figli stan morendo
perché troppo stan soffrendo.
Il tuo nido è profanato
da chi il sogno ti ha strappato.
Quando il gran freddo
giungerà il tuo cuore rallenterà
e nulla più ti salverà.
E' il momento di lottare,
tutti i vermi devi mangiare
se ti vuoi rialzare e
la dignità riconquistare.
Vermi neri, vermi rossi
sono tutti belli grossi
sono tutti da mangiare,
sono tutti da estirpare!
08 ago : 21:55
benito1_917

Commenti: 229
Complimenti rosanto,bella e commovente,mi auguro che per quanto riguarda"nulla più ti salverà" ciò non si avveri,vediamo come andrà la situazione a breve dopodichè mi sembra che è intenzione di molti scendere in piazza e cominciare a menar le mani,ti saluto.08 ago : 22:09
netangel

Commenti: 203
I miracoli non li fa nessuno, compreso il sig. b. nonostante i suoi sforzi e di tutti quelli che in questo momento stanno lavorando gratuitamente nei campi-lager. Ci vorrà tempo, un bel pò di tempo per tornare a passeggiare dentro il nostro museo. Questo però non vuol dire che L'Aquila sta morendo o è un malato terminale; L'Aquila è ferita, profondamente ferita come feriti sono i suoi abitanti. Recitare il requiem eterno, per qunto poetico e struggente sia, non mi sembra davvero il caso. Dico questo perchè leggendo questo intervento sono stato male un'ora, come se avessi letto l'epitaffio di un fratello scomparso e la mia reazione è quella che state leggendo. Scusate.08 ago : 22:20
rosanto_3396

Commenti: 283
08 ago : 23:05
benito1_917

Commenti: 229
Non credo che stiamo subendo passivamente,il discorso è che la tragedia è stata ed è tutt'ora grande(circa 100.000 persone coinvolte) e siccome fino a pochi giorni fà le varie ordinanze che sono uscite erano tutt'altro che chiare da pochi giorni in seguito a quesiti e rimostranze varie sono state cambiate in meglio e per quanto riguarda le case a - b - c si può veramente iniziare a presentare le domande con conseguenti lavori.Con questo non voglio dire assolutamente che dobbiamo essere soddisfatti perchè a tutt'oggi non ci stanno riservano lo stesso trattamento, per quanto riguarda i rimborsi, di umbria,marche ecc.Le liti fra terremotati ritengo siano normali perchè ognuno pensa di stare peggio di un'altro,io personalmente dall'inizio ho detto che neanche chi sta al mare sta bene o chi sta in tenda sta peggio,perchè tutti quanti siamo stati privati di tante di quelle cose che solo chi ci è passato può capirci.Sono sicuro che a breve(infatti già se ne parla di meno)finiranno questi distinguo tra terremotati di serie a e b e vedrai che comincerà a uscire fuori il vero carattere degli aquilani e allora si che L'AQUILA comincerà di nuovo a volare iniziando col mangiare i tanti e troppi vermi neri e rossi e il suo nido sarà più grande e bello di prima tale da poter accogliere di nuovo tutti gli aquilani e chiunque gli vuol bene(e sono in tanti).FORZA L'AQUILA BELLA ME'08 ago : 23:53
chewie


Commenti: 1848
09 ago : 00:04
chewie


Commenti: 1848
09 ago : 16:03
Fab76

Commenti: 378
Scusate se ripeto anche in questo post ciò che ho detto altrove, ma forse sarebbe il caso di protestare di nuovo a Roma o anche a l'Aquila per l'onta subìta qualche giorno fa quando il governo ha racimolato in quattro e quattr'otto ben 4 mld di € per la Sicilia i cui boss reclamavano denaro. Per cui comprendo bene il desolato scritto del professore sopra. Forse è il caso di non andare in ferie con la mente e di riprendere quelle battaglie che fino a luglio avevano comunque contribuito a non peggiorare la situazione. Con 4 mld di € la città sarebbe ripartita più che speditamente!09 ago : 16:25
MG

Commenti: 377
Caro Fab76 : la sicilia è un bacino di voti troppo impoprtante per il governo ... e forse è possibile che sia collusione tra governanti e malaffare.L'Aquila serve soltanto al premier per farsi vedere in TV e per dire che ha costruito le casette (che peraltro mi sembrano alquanto bruttine) ; e poi dopo che ne sarà della nostra città ?
Spero di sbagliarmi, ma credo che rimarrano solo quelle casette e il nucleo storico sarà destinato a "non" tornare più come prima o verrà dimenticato.
In Friuli e umbria le cose sono andate benissimo , mentre qui non si sa neppure se le case saranno ricostruite all 100% e le casette in molti casi andranno a "rumeni"
09 ago : 16:46
Fab76

Commenti: 378
MG è assolutamente vero che 40.000 voti non sono paragonabili a qualche milione garantiti in Sicilia, soprattutto dopo l'alto e sacrosanto astensionismo dalle nostre parti alle europee...Però ti prego non scateniamo una guerra tra gli ultimi e i penultimi, sennò faremo il gioco solo di chi ci vuole fottere alimentando paure e divisioni tra di noi per non ammettere la verità sulle reali intenzioni del governo. Veramente, non scanniamoci tra chi è nato a l'Aquila e chi altrove anche perché se proprio vogliamo dircela tutta i (piccoli) problemi di ordine pubblico li abbiamo avuti dagli universitari, aquilani e non. La nostra è sempre stata una tranquilla città e non fomentiamo odi e rancore. Non è una polemica ma un appello per ripartire tutti assieme col contributo di chi vuole accettare la sfida e purtroppo pure la sorte.09 ago : 19:00
alexdrastico

Commenti: 155
La regione intesa come il potentato del PDL e affini guarda e guarderà sempre verso la costa e ser proprio costretto guarderà all'interno marsicano invece che verso la nostra terra ferita. La Dott.ssa Mannetti non sa non può e non potrà fare nulla senza il "permesso" del potentato che ci governa.
Non faccio, attenzione un discorso di destra o di sinistra ma nei "giochi" politici noi Aquilani siamo e saremo a lungo trattati così.
Siamo relativamente pochi sempre divisi e sempre a ricercare appoggi fuori casa invece che creane di "locali".
Su quanto accadrà a settembre e ottobre quando la gente tornerà , in parte a L'Aquila e riempira le New Town di Preturo di Coppito 3 (enorme su un posto bellissimo) Sassa allora chi si troverà a Nord ovest di L'Aquila si farà il segno della croce.
Brevemente....... le case le stanno costruendo ma NESSUNO NESSUNO ha pensato a come risolvere i problemi dei servizi (acqua, luce, gas, telefoni, trasporti, socialità .....) figurati se la Dott.ssa Mannetti penserà che per poter utilizzare le stazioni ferrioviarie e creare una variante a sud fra ovest ed Est sono necessari dei parcheggi di scambio se no alla stazione come ci arrivi e poi qualcuno ha pensato di autorizzare e soprattutto (FINANZIARIE) l'uso dell'autostrada per creare una variante fra L'Aquila Ovest e L'Aquila Est.
Tutte idee terra-terra per carità, non è necessario un genio per poterle pensare ma per realizzare sono necessari, questo si, dei soldini un bel pò di soldini e sono quelli che la Regione NON VUOLE devolvere a noi poveri Aquilani.
Questa è purtroppo la verità ..... anche Silvio ha svuotato i fondi FAS del 2009 per il terremoto Aquilano poi la Sicilia (quella che conta ...... conta voti, mazzette e lupare)ha reclamato e quindi trovati 4 dicosi 4 MILIARDOZZI dall'oggi al domani ma naturalmente per bilanciare è stato offerto a Bossi un accordo sulla gabbia salariale (naturalmente a favore del Nord) !!
Concludendo purtroppo ..... che speranza abbiamo noi?
Forse fra qualche anno saremo in - 30.000 (20.000 sulla costa e 10.000 altrove o nella Marsica)
Quanto vorrei che questa mia ipotesi sia troppo pessimista......
09 ago : 20:29
chewie


Commenti: 1848
Il paragone non regge e vi (ri)spiego perché:
1) Quando si verificarono quei terremoti il governo era formato da persone un po' più serie di quelle che formano quello attuale (non che ci voglia molto...)
2) Non c'era la lacerante crisi economica che il ----- si ostina in tutti i modi a nascondere.
3) La Lega contava come il due di bastoni con denari briscola (anzi nel primo caso non c'era proprio, e poi il terremoto toccò al nord)
4) Last but not least Friuli, Umbria e Marche erano e sono regioni coese, dove tutti si dettero da fare, popolazioni e politici, per riparare i danni del sisma. Qui da noi invece sono tutti divisi, con la costa, la valle Peligna e la Marsica sempre pronte ad arraffare il più possibile a danno di una città da sempre invidiata ed odiata. Magari ora che non cè più niente da invidiare ci odieranno un po' meno, ma quanto a darci una mano scordatevelo.
Che ci siano quasi 2000 monumenti distrutti che sono patrimonio di tutti gli italiani non può frega' di meno a nessuno, vista la barbarie in cui ormai viviamo.
Se l'Abruzso non fosse di fatto ancora Abruzzi adesso non staremmo qui a discutere di queste cose.
09 ago : 22:51
nafirase

Commenti: 133
Ma ciò che mi indigna profondamente è questo profanare l'operato di chi lavora 24 ore al giorno, al nostro fianco, lontano dalle proprie case e dalle loro famiglie, per ridurre al minimo i disagi di un'emergenza che di sicuro non ha voluto né il signor B, né Dio. Per cui definire addirittura "lager" le tendopoli allestite dalla Protezione Civile, mi fa vergognare di essere aquilana.
09 ago : 23:38
chewie


Commenti: 1848
Lei crede che Bossi e Tremonti, a C.A.S.E. ultimate, permetteranno al Governo di stanziare ulteriori fondi per la cicostruzione dell'Aquila?
Se si è davvero un'ingenua, oppure ha fette di prosciutto sugli occhi e del prezzemolo nelle orecchie...
09 ago : 23:53
zac_3436

Commenti: 114
Va bene tutto, ma perchè 4 miliardi per la Sicilia si trovano in pochi minuti e soldi per L'Aquila non ci sono?Forse dovremmo fare qualcosa anche noi perchè solo con le minacce si fanno rispettare i propri diritti.
Lo ripeto, bisogna piazzarsi con le tende davanti a Montecitorio, bisogna che Berlusconi capisca che siamo stufi di fare da palcoscenico alla sua propaganda in cambio di sole parole e sorrisi.
10 ago : 15:37
nafirase

Commenti: 133
Vi chiedo: ma voi preferivate sopravvivere in dei container per qualche decina d'anni, o vivere in un progetto nuovo come questo? Ma vi siete guardati indietro? Avete fatto tesoro dell'esperienza di altri che ci sono passati prima di noi in un disastro simile? Embé... e non ringraziate Dio?! Tutti questi dati tecnico-scientifico-economici lasciateli un po' a chi di dovere, che viene in tempo a criticare. Come fate a dire che la minestra non vi piace se prima non l'assaggiate? Io sarò anche un tantino ingenua, ma lo preferisco all'essere infantile.
A meno che voi non siate di quelli che hanno casa A-B-C... che tra un po' rientrano a casa loro e chi si è visto si è visto... gli altri possono anche rimanere a muffire nei container!
Devi essere loggato per inserire commenti su questo sito - Per favore loggati se sei registrato, oppure premi qui per registrarti









































