Influenza A: sanità, debiti e cattivi pensieri!
| Previsto per metà novembre il picco dell'influenza H1N1, l'Ospedale di L'Aquila è impreparato a gestire l'emergenza e la Regione Abruzzo prova a potenziare altri "lidi"... L’Aquila, 30 ottobre - E’ previsto per metà novembre il picco del contagio a “macchia di leopardo” dell’influenza H1N1 in Italia. Il Sindaco Cialente aveva scritto una lettera al vice Ministro alla Salute Ferruccio Fazio, già lo scorso 22 luglio, dimostrandosi “preoccupato per la forzata promiscuità e precarietà degli aquilani” e chiedendo “un’adeguata scorta di vaccini (Tamiflu) e di Kit per l’effettuazione di test rapidi”. Questa mattina sono arrivati a L’Aquila le prime 100 dosi di vaccino contro l’influenza H1N1, destinati esclusivamente al personale medico della città. Il contesto aquilano inquieta gli osservatori più attenti che non ritengono la nostra città pronta ad affrontare quest’ulteriore durissima prova! Presso l’ospedale S. Salvatore sono disponibili, ad oggi, solo 2 posti di UTIC, e tutti sappiamo che i malati di influenza “A” devono essere isolati nei reparti di terapia intensiva, inoltre il laboratorio batteriologico è ancora chiuso. I medici di base non hanno ricevuto indicazioni precise su come affrontare l'imminente emergenza. Abbiamo raggiunto telefonicamente il Presidente dell’Ordine, Maurizio Ortu, ci ha spiegato che “non si può parlare ancora di emergenza influenza H1N1, ma che esiste la necessità oggettiva di vaccinare le categorie a rischio, come anziani, bambini e malati delle vie respiratorie. Soprattutto nella nostra città!” “L'influenza stagionale e' dieci volte più aggressiva di quella da virus H1N1” ha ribadito il viceministro alla Salute Fazio questa mattina, ma affrontando il discorso con gli addetti ai lavori aquilani nessuno si sente di escludere che la particolare situazione che sta vivendo la nostra città non acuisca i rischi del contagio. Il Ministro Fazio ha anche sottolineato “il carattere leggero e la benignità della nuova influenza A, che fino ad oggi ha causato 11 morti su 400 mila casi stimati, mentre l'anno scorso linfluenza stagionale ha provocato 8 mila morti a fronte di 4 milioni di casi. La stagionale appare quindi 10 volte più aggressiva dell'influenza A". Per quanto riguarda poi il ritardo nella disponibilità dei vaccini il viceministro ha accusato le Regioni "responsabili dell'organizzazione sanitaria. Noi possiamo fare ordinanze generiche- ha chiarito Fazio – ma sull'organizzazione delle vaccinazioni e su come vengono gestiti i cittadini, le Regioni sono sovrane.” Regioni Sovrane... Posto che i “segnali di fumo” che ci giungono dalla nostra Regione Abruzzo sono semplicemente inquietanti, e che risalendo indietro nel tempo non troviamo che “segnali di guerra” da parte dell’Assessore Regionale Venturoni, ci sembra naturale sollevare l’attenzione sul silenzio assordante della Giunta Regionale e sulla mancanza di chiarezza in merito alle scelte che si rendono sempre più inevitabile. Già a fine aprile, in occasione della visita del Presidente dell’Empam, Eolo Parodi, che veniva ad offrire la COSTRUZIONE TOTALE di un nuovo ospedale per L’Aquila, secondo le più moderne tecniche antisismiche e la cui progettazione sarebbe stata affidata a Gino Strada, l’Assessore Venturoni aveva dichiarato che quei soldi offerti non sarebbero stati utilizzati per la costruzione dell’Ospedale di L’Aquila ma per il potenziamento dell’Ospedale di Avezzano. Così nello stesso periodo, il Sindaco Cialente aveva inaspettatamente bloccato un’Ordinanza della Protezione Civile che avrebbe permesso la delocalizzazione di medici e del personale ospedaliero sulla costa adriatica. Ed in fine in data 27 settembre l’Assessore Venturoni ha dichiarato in Conferenza Stampa che avrebbe dirottato i 240 milioni di €, stanziati nel Decreto Terremoto (o Legge 77) per la ricostruzione dell’Ospedale di L’Aquila, all’ammodernamento di 5 ospedali della Regione: Giulianova, Vasto, Lanciano, Avezzano e Sulmona. Dichiarando che per l’Ospedale di L’Aquila sarebbero bastati i 45 milioni di € dell’Assicurazione. Non vorremmo che L'Aquila dovesse pagare la politica premiante delle Regioni virtuose, visto che già da anni sta pagando i debiti sanitari delle zone ricche della nostra regione. di Roberta Galeotti ***** L'Aquila, 30 ott - Preoccupazione per la situazione dell'ospedale San Salvatore dell'Aquila viene espressa dal sindacato Anaao Assomed per le difficili condizioni in cui gli operatori sanitari sono costretti a lavorare. "Siamo ben lontani dal recupero dei 280 posti letto promessi inzialmente entro settembre - si afferma in una nota - inoltre molte attività essenziali funzionano in maniera incompleta, le poche sale operatorie, nonostante l'oneroso affitto pagato per la clinica Villa Letizia, risultano inadeguate a fronteggiare le attuali esigenze, e alcuni servizi ambulatoriali, che si trovano ancora all' esterno del nosocomio in tende e container, costringono i pazienti a file estenuanti esposti al freddo e alle intemperie". "Risulta inspiegabile - prosegue la nota - perché L' Aquila non debba aspirare ad avere un ospedale più moderno e funzionale, visto che il nosocomio aquilano forse è stato progettato e costruito male quarant'anni fa, a ridosso di una faglia attiva e soprattutto presenta dei costi di gestione insopportabili di circa 13 milioni di euro l'anno. E se da una parte - si legge ancora - troviamo giusto costruire nuovi ospedali in città che da anni possiedono nosocomi strutturalmente fatiscenti (Sulmona, Vasto, Avezzano), dall'altra non si capisce perché il capoluogo di Regione, che dopo il sisma presenta la situazione sanitaria più critica della regione, non debba aspirare ad avere un ospedale strutturalmente di eccellenza". A tal proposito, il sindacato dei medici ospedalieri ha convocato per il 13 novembre un Convegno dal tema "La Sanità in Abruzzo Il Piano di rientro dopo il sisma del 6 aprile Ricostruzione e riordino della rete Ospedaliera" . |
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31 ott : 09:59
B33


Commenti: 34
Se l'ospedale è importante (ed è importante) credo che la medesima importanza debba avere la medicina del territoriio (leggi medici di famiglia). Attualmente la regione (o il comune...o la asl..boh!) ci costringe a fare delle file all'esterno degli ambulatori dei medici di famiglia sistemati in container o minuscole casette di legno. E' vero che l'ospedale è crollato in parte, ma anche il mio medico ha perso completamente sia la casa che il suo ambulatorio. Possibile che è tanto difficile organizzare dei miseri ambulatori sia in zona centrale (!!?) che delocalizzata (paganica, preturo, sassa)nelle zone che sono e che saranno sempre più abitate? Potrebbero essere i medici a ruotare in dette zone e non i pazienti i quali aggraverebbero sempre più, con i loro spostamenti, la già infernale situazione del traffico
31 ott : 12:19
amsaaq_1602

31 ott : 16:19
B33


Commenti: 34
caro amsaaq
"GESTIONE MEDICINA TERRITORIALE?????????"
a che dici? Mi risulta che stanno vendendo collemaggio e i profitti della vendita verranno divisi si nel territorio, ma nel senso che andranno a finire negli ospedali della regione e non nel nostro. Inoltre, quando sarà venduta, i medici verranno "sfrattati". In questo momento così difficile della vita sanitaria del nostro territorio, sembra quasi che i medici di famiglia siano "tollerati" dalle istituzioni ( e se non lo sai è mglio che tu taccia)metre sono la base fondamentale per non sovraccaricare i pronto soccorsi e gli ospedali....ma con la medicia del territorio si può magiare poco...con gli ospedali è un'altra cosa. E "tollerare" i medici di base significa non avere nessun rispetto per noi poveri (oggi veramente...)utenti.
01 nov : 22:19
Cappuccetto


Commenti: 59
speriamo bene
B33

Commenti: 34
31 ott : 12:19
amsaaq_1602

Commenti: 37
Tante paure da parte di chi (il sindaco, l'ANAAO e l'Assomed), erano state a guardare ed anzi avbevo garantito pubblico appoggio ad operazione di spogliazione di 22 rteparti e milionarie di appalti esterni per la ASL de l'Aquila nei mesi precedenti il terremoto. Mi giunge strana la tempistica delle lamentele e degli allarmi che preludono alla creazione di un clima difficile nei confronti di un Commissario immediatamente opertativo, nonostante le mile difficoltà ereditate e a cui, con vigoria, sta dando soluzione (vedi sale operatorie, ripresa deoi lavori, gestione medicina territoriale, dialogo con i dipartimenti, ecc.)31 ott : 16:19
B33

Commenti: 34
"GESTIONE MEDICINA TERRITORIALE?????????"
a che dici? Mi risulta che stanno vendendo collemaggio e i profitti della vendita verranno divisi si nel territorio, ma nel senso che andranno a finire negli ospedali della regione e non nel nostro. Inoltre, quando sarà venduta, i medici verranno "sfrattati". In questo momento così difficile della vita sanitaria del nostro territorio, sembra quasi che i medici di famiglia siano "tollerati" dalle istituzioni ( e se non lo sai è mglio che tu taccia)metre sono la base fondamentale per non sovraccaricare i pronto soccorsi e gli ospedali....ma con la medicia del territorio si può magiare poco...con gli ospedali è un'altra cosa. E "tollerare" i medici di base significa non avere nessun rispetto per noi poveri (oggi veramente...)utenti.
01 nov : 22:19
Cappuccetto

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